Il due volte vincitore della Coppa del Mondo Stock 1000 Sylvain Barrier all'inizio dell'anno guardava con attesa alla sua seconda stagione nel mondiale Superbike con il Team BMW Motorrad Italia, con il quale correva dal 2011. L’anno precedente diversi infortuni che lo avevano tenuto fuori per numerosi round: per questo motivo, il 2015 doveva essere l’anno del riscatto per il pilota di Oyonnax, paesino situato nel sud della Francia, non lontano dal confine con l’Italia. Dopo i primi due round di questa stagione, in Australia e Thailandia, è arrivato però il divorzio tra il pilota ed il team, che ha messo fine ad una collaborazione di ben cinque anni tra il pilota e la filiale italiana del colosso bavarese. Ritrovatosi in cerca di una nuova squadra, Barrier ha fatto ritorno alla STK1000, debuttando ad Aragon in sella alla nuova YZF-R1M schierata dal team G.M. Racing. L’infortunio alla spalla rimediato nella trasferta spagnola ha continuato a limitare le sue performance. Ma perché c'è stata questa frattura con la squadra? Ecco cosa ha dichiarato Sylvain Barrier agli stessi organizzatori del Mondiale Superbike. "Non è stato affatto semplice. Ci sono stati dei grandi cambiamenti in BMW e l’arrivo di nuove persone ha generato dei conflitti", ha detto Sylvain Barrier. "Loro hanno deciso di terminare la nostra collaborazione, anche a causa del mio lavoro parallelo da tester Michelin per le gomme MotoGP, che loro non vedevano di buon occhio. "Nel frattempo, Yamaha stava facendo dei buoni sforzi per tornare in auge con una moto competitive. La squadra non aveva problemi nel mio lavoro parallelo con Michelin. Se tutto fosse andato secondo i piani, avrei avuto un posto in Superbike l’anno successivo. I primi giri con la Yamaha YZF-R1M ad Aragon sono stati molto competivi poi però è arrivata la brutta caduta… "Tutto è andato bene nella prima sessione ad Aragon. Ho chiuso la giornata al secondo posto nel combinato dei tempi, in quella che era la mia prima giornata in sella alla moto. L’indomani però, con le temperature decisamente più basse ho perso l’anteriore alla seconda curva. Sono rimasto imbrigliato nella protezione della leva del freno e, quando sono arrivato sulla ghiaia, la moto mi è caduta addosso. Ho rimediato quattro costole fratturate e un dolore alla spalla, che non mi hanno permesso di dare il massimo in gara, ma ho stretto i denti. "Quando siamo arrivati ad Assen avevo ancora del dolore alla spalla. La settimana successiva ho corso nel campionato italiano, soprattutto per continuare il lavoro con Michelin. Abbiamo poi provato al Mugello poco dopo, il che ha significato non poter farmi controllare la spalla e in quell’occasione ho iniziato a sentire un principio di lussazione della stessa. "Il bendaggio che mi era stato applicato ha iniziato a danneggiare la pelle e per questo ho deciso di farmi vedere da un chirurgo che tempo addietro mi aveva messo a posto. Lui mi ha diagnosticato la frattura di un tendine sottoscapolare e uno strappo muscolare. Non era una cosa eccessivamente grave, ma comunque abbastanza importante da causarmi problemi. Mi sono sottoposto ad una operazione di urgenza il mese scorso presso la Clinique du Parc (Lione), condotta dal dott. Jerome Garret e questa settimana mi sottoporrò ad un controllo". Quali sono le tue speranze per i prossimi due round? "Il tutto dipenderà dai risultati dei controlli. La Yamaha è un’ottima moto, il cui unico problema al momento è lo sviluppo della centralina. Gli ingegneri vogliono raggiungere la massima perfezione prima di farcela usare in gara. So che hanno fatto un passo in avanti enorme con il sistema elettronico YEC. La moto ha un gran potenziale, soprattutto per quanto riguarda il comportamento su pista. È facile spiegarlo: il telaio e il forcellone arrivano direttamente dalla MotoGP. Al momento io sono in un team privato, la squadra ufficiale è quella di Adrien Morillas. Vedremo come andranno le cose nelle prossime gare, se tutto fa va bene possiamo solo migliorare". Cosa ci puoi dire riguardo al tuo futuro? "Ora sto tentando di mettere a disposizione la mia esperienza per sviluppare le gomme MotoGP Michelin, con la speranza di aprirmi qualche porta nel paddock MotoGP. So di non essere pronto per correre in quella categoria, ci sono tante cose che vanno risolte per fare ciò. Ma se un costruttore come MV Agusta o un altro fosse interessato ad entrare in MotoGP, potrei usare la mia esperienza per sviluppare la loro moto con gomme Michelin e, allo stesso tempo, loro potrebbero offrirmi una moto competitiva in WorldSBK. Questa è un’idea sulla quale sto lavorando ora". Quindi è ancora tutto aperto per te? "Niente è ancora deciso per il prossimo anno, ci sono tante trattative aperte. Dobbiamo solo essere bravi ad aprire più porte possibili".