Mamma Rose, il riferimento della famiglia, e Tommy, il primogenito che l’ha accompagnata in Italia, hanno ricevuto in queste ultime ore i documenti legali, quelli che permetteranno di portare a casa immediatamente Nicky. Cioè il prima possibile. La burocrazia italiana è stata in questo caso più rapida e “comprensiva” del solito, perché loro non avevano più che un solo desiderio: andare via dall’Italia il prima possibile, senza cerimonie commemorative, perché la priorità è riportare Nicky a casa. E “casa”, per gli americani, significa Stati Uniti. 

BACK HOME - È quel concetto del “back home”, il ritorno a casa, che per uno statunitense è qualcosa di molto profondo. Gli americani si sentono bene, e protetti veramente, soltanto nel loro territorio. Possono trovarsi a proprio agio in molti altri luoghi (soprattutto dove si parla inglese) ma si sentono sicuri soltanto nei confini degli Stati Uniti. Ed è lì, nel Kentucky, che l’immensa famiglia Hayden sta aspettando il suo figlio più famoso e più sfortunato. 

FAMIGLIA UNITA - Gli Hayden formano un gruppo di una sessantina di persone (tra nonni, genitori, figli, nipoti) e si stanno radunando perché l’arrivo di Nicky è imminente. Questa è la nuova missione per mamma Rose e Tommy, il fratello maggiore tra i cinque che hanno avuto Rose ed Earl Hayden. Ed è anche a Earl, che bisogna pensare: le condizioni del patriarca, il papà a cui Nicky era immensamente legato (e viceversa, ovviamente), l’uomo che capì per primo i desideri del suo bambino e che quindi lo mise su una moto a soli 2 anni, per poi sostenere a sue spese (a fronte anche di tanti sacrifici) la sua carriera, sta male. Combatte la malattia da anni, si è indebolito molto di recente. Lo strazio per la perdita del figlio è un altro colpo durissimo. 
Earl Hayden, il patriarca, è rimasto a casa a piangere la morte di un figlio col conforto di altri tre (dei cinque) figli che gli sono stati accanto (Roger Lee, poi le due sorelle Jenny e Kathleen, mentre Tommy era al capezzale di Nicky) ha fretta di riavere il figlio che lontano da casa, cioè nel mondo, ha trovato gloria e ricchezza ma infine anche una morte prematura e tragica. 

BELLA FAVOLA - Nicky, il suo bambino più talentuoso e determinato, diventò il migliore degli USA e poi partì per diventare il migliore del mondo. E la favola è stata bellissima, e molto “americana”: Nicky è diventato campione del mondo del campionato di moto più importante e difficile a livello planetario – la MotoGP – e tutti a Owensboro, Kentucky, dove la famiglia ha cresciuto i figli in un ranch, e dove in seguito Nicky ha investito comprando terra per fare un altro ranch, gonfiarono il petto. 

IN ATTESA - Dunque gli Hayden inviati per recuperare Nicky sono in attesa della consegna del feretro, da imbarcare verso gli USA in osservanza delle leggi internazionali e delle procedure che sono sempre complesse in questi casi. Può avvenire stasera o domani mattina, ma Nicky è in partenza. E non tornerà mai più in un Paese, l’Italia, che ha amato – e gli italiani hanno amato tanto lui – ma dove ha trovato anche la fine, a soli 35 anni.