La torre dell’autodromo di Imola da quest’anno porta il logo di Aruba, e proprio qui si è svolta la presentazione alla stampa del team Ducati Superbike.

Cecconi: orgogliosi e delusi


Dopo i saluti del presidente dell’autodromo Uberto Selvatico Estense, a prendere la parola è stato Stefano Cecconi, amministratore delegato di Aruba S.p.A. e Team Principal.

“L’anno scorso siamo partiti con le migliori prospettive”, ha detto. “Sapevamo di avere una moto nuova, ma performante. Avevamo un pilota rookie del campionato, che per quanto riguarda la moto e le gomme e non conosceva alcune piste”, ha aggiunto a proposito di Alvaro Bautista. “È stato scioccante vedere come abbiamo iniziato la stagione, perché va bene l’ottimismo ma vincere le prime undici gare è un risultato oltre le più rosee aspettative. Dall’altra parte ci aspettavamo un Chaz Davies più pronto fin da subito, ma aveva avuto un inverno difficilissimo saltando i test per via degli infortuni, quindi ci abbiamo impiegato un po’ di più ad essere veloci anche con lui, fino a Laguna Seca, quando c’è stata la svolta. Quindi a proposito del 2019 siamo orgogliosi e delusi, stagione agrodolce. Quest’anno contiamo su un risultato diverso”.

Cecconi ha specificato che per il 2020 il team è davvero ben preparato.  

“Abbiamo fatto bene i compiti a casa: da Duati sono arrivate tante novità e il lavoro di sviluppo non si è mai fermato. Con Chaz ripartiamo dal lavoro dell’anno scorso, i test invernali sono andati molto bene, Scott conosce la moto anche se è un rookie e avrà qualche pista da imparare, ma è andato benissimo già nei test. Come partenza siamo più tranquilli, ma i nostri avversari sono molto forti. E se in passato una stagione come la nostra del 2019 sarebbe stata stravincente, adesso non basta più: per vincere il titolo bisogna vincere tutte le gare”.

Domenicali: due piloti fortissimi


Claudio Domenicali, amministratore delegato di Ducati, ha sottolineato lo stretto rapporto fra la moto protagonista del mondiale Superbike e la produzione di serie.

“Lo scorso anno ka V4, che è la base dalla quale abbiamo sviluppato la V4 R, è stata la supersportiva più venduta nel mondo con quasi il 20% di quote di mercato, cosa che non ci era mai successa e che ci spinge a fare ancora meglio”, ha detto Domenicali. “Quest’anno abbiamo presentato una moto che dopo i test di Valencia è diventata subito famosa, e la parte bella della Superbike per Ducati è questo circolo virtuoso grazie al quale nasce la moto di serie che porta molti del contenuto della MotoGP, e dalla quale si sviluppa la R, che portiamo in Sueprbike, e che sua volta ci consentire di sviluppare ancora la versione S”.

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Alla domanda se segua il mondiale Superbike più da tecnico che da appassionato, Domenicali ha sottolineato che “da manager e da tecnico, sono consapevole dello sforzo che c’è dietro. Però certamente domina la parte dell’appassionato. Abbiamo due piloti fortissimi quest’anno: il team è arrivato a costruire una squadra che ha tanto potenziale. Certo, il campione del mondo in carica si è dimostrato resiliente, ha incassato per la prima parte della stagione ma poi ha reagito, e quindi onore al merito. Ma noi ci siamo preparati ancora meglio per quest’anno. E sono convinto che sia noi che i tifosi potremo divertirci già dalla prima gara”, ha concluso Domenicali.

Dall’Igna: come cambia la V4 R 2020


Gigi Dall’Igna, direttore generale di Ducati Corse, ha sottolineato che la Ducati V4 R ha un anno di storia alle nostre spalle. Considerando i tempi durante i weekend della superbike sono veramente stretti, sapere come fare il giusto setup della moto è importante. E’ vero che la moto l’abbiamo cambiata, sfruttando quello che il regolamento ci mette a disposizione, anche se è abbastanza stretto”.

Dall’Igna ha spiegato poi su cosa sono intervenuti per la versione 2020: “Abbiamo fatto un aggiornamento sull’aerodinamica, l’abbiamo alleggerita, siamo intervenuti anche sul motore, perché l’anno scorso Ducati è stata l’unica ad essere penalizzata dal regolamento - abbiamo dovuto ridurre il limitatore durante la stagione – ora abbiamo adeguato il cambio al nuovo limitatore, abbiamo modificato un po’ la curva di coppia per essere più efficienti con questo limitatore. Abbiamo fatto aggiornamenti importanti anche sulla ciclistica: la parte posteriore è completamente nuova, compresi il forcellone e il leverismo. Abbiamo fatto tanti aggiornamenti e i piloti li hanno apprezzati tanto durante iprimi test. Partiamo!” ha concluso Dall’Igna.

Ciabatti: una stagione da protagonisti


Paolo Ciabatti, direttore generale Ducati Corse, ha poi preso la parola sottolineando gli obiettivi.

“Ci aspettiamo stagione da protagonisti. Siamo riusciti a mettere insieme una squadra veramente forte: Chaz è con noi da 7 anni, è un pilota amatissimo, lo scorso anno all’inizio ha fatto un po’ fatica, ma dopo la vittoria a Laguna Seca è tornato il Chaz che conosciamo tutti. Scott ci piace molto, ha avuto una carriera non semplicissima in MotoGP, e l’anno scorso da esordiente in BSB ha fatto qualcosa di spettacolare, vincendo un campionato che si corre su circuiti dove di solito hanno la meglio i piloti con esperienza. Siamo felici di averlo con noi quest’anno. La nostra ambizione è di essere protagonisti in tutte le gare e lottare per il titolo”, ha detto Ciabatti senza mezzi termini.

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Foti: i punti di forza


Infine, il team manager Serafino Foti ha sottolineato i punti di forza dei piloti: “Chaz è un grandissimo staccatore, un animale da gara. Ora ha un anno di esprienza in più con la Panigale V4R e la consapevolezza di aver terminato la stagione da protagonista, da Laguna Seca. Con 30 vittorie, 89 podi e 3 titoli di vicecampione del mondo, manca solo ciliegina sulla torta.

Scott è con noi da novembre scorso, è molto determinato, e uno dei suoi punti di forza è la percorrenza in curva: a 27 anni, è stato vicecampione in Moto2 nel 2013, ha disputato cinque anni in MotoGP, e lo scorso anno ha vinto la BSB centrando il bersaglio al primo tentativo: la sua voglia di essere competitivo anche in questo campionato gli darà una motivazione extra”, ha concluso Foti.

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