Con le prime prove libere di venerdì 28 febbraio riparte ufficilamente la stagione 2020 delle derivate di serie. Tra i saliscendi ed i veloci curvoni di Phillip Island scattaerà la caccia al trono di Jonathan Rea e la Kawasaki ZX-10 R. Alla luce degli ultimi test ufficiali il compito che spetterà agli avversari si annuncia ancora una volta di quelli tosti. La classe di Johnny abbinata all'efficacia della Ninja rappresentano una montagna difficile da superare, ma la concorrenza quest'anno sembra avere qualche carta in più da giocare.

SBK 2020: attacco nemico


Agli squilli di tromba del duo Rea-Kawasaki, con la moto 2020 che vanta un motore più potente e dotato di maggiore allungo, oltre a diverse migliorie alla ciclistica per aumentarne l'efficacia in curva (uno dei pochi limiti evidenziati lo scorso anno dal Campione del mondo), rispondono le campane di Ducati e Honda. 

La casa di Borgo Panigale, dopo la stagione choc del 2019, con le vittorie, e - soprattutto - le cadute di un Alvaro Bautista che sembrava già a metà stagione avviato verso il successo finale, punta sulla carta Scott Redding. Altro pilota con passato nei GP e che sulla Panigale V4 R dovrebbe fare la differenza, come fatto lo scorso anno nel BSB. La V4 bolognese si presenta con un anno di sviluppo sulle spalle e le modifche apportate alla moto dovrebbero averla resa ancora più efficace. Soprattutto per quel che riguarda l'usura della ruota posteriore.

Scott ha fatto buoni test e, pur se conditi da una caduta nel secondo giorno in Australia, ha messo in mostra un buon passo e dei buoni riferimenti. Forse Phillip Island non è il meglio per lui per cercare la vittoria (non vi ha mai corso con le derivate), ma è una situazione nella quale si è trovato anche Alvaro Bautista lo scorso anno. E sappiamo poi com'è finita...

Chaz Davies invece sembra ancora soffrire l'adattamento alla Panigale, lo scorso anno c'era stato qualche progresso, culminato con il doppio podio di Laguna Seca (e quello successivo di Gara 2 in Portogallo), ma la stagione sembra di nuovo ripartita con qualche difficoltà di addattamento al tipo di guida richiesto dalla V4 R.

SBK 2020: assalto Honda, riscatto Bautista


A proposito di Bautista, dopo un 2019 da fare perdere il sonno ai migliori mental coach, il 2020 parte con tante aspettative. Nuova squadra, nuova moto e la voglia di dimostrare che l'anno passato lo è a tutti gli effetti. Honda ha messo in campo una corazzata: la CBR completamente rinnovata e la HRC. Sono più che segnali, sono una vera e propria dichiarazione di guerra al duopolio, visto nelle ultime stagioni, Kawasaki-Ducati in fatto di vittorie in gara (e non solo).

La Fireblade mostra ancora dei limiti in quanto progetto tutto nuovo. Nei test fino ad ora si sono viste buone prestazioni, soprattutto con il neo acquisto Leon Haslam, ma anche qualche grattacapo sul fronte elettronica e ciclistica. Il motore sembra già ai vertici ma occorre lavorare, macinare chilometri per mettere a punto una moto dalla enorme potenzialità. Phillip Island è un banco di prova difficile, ma anche poco indicativo per la stagione. Probabilmente il valore della CBR si inizierà a vedere dalla seconda tappa, in Qatar.

SBK: le PAGELLE dei Test a Phillip Island

SBK 2020: occhio alla Yamaha


A Iwata sembrano a buon punto con la messa a punto della R1 2020. Le moto del team ufficiale, ma anche quella di Ten Kate con in sella Loris Baz, appaiono centrate con le modifiche fatte. Aerodinamica e motore ulteriormente evoluti rispetto al 2020 sembrano aver consegnato una moto ancora più fluida nella guida con una ciclistica, già ai vertici, ancora più efficace. Tra le fila di Iwata, inoltre, abbiamo un Toprak Razgatlioglu che sembra ben adattarsi alla 4 cilindri Yamaha, che con il più esperto VD Mark punta a dar fastidio lì in vetta. Occhio, come detto, a Loris Baz, secondo nei test australiani. In generale la compagine dei tre diapason sembra quella meglio assortita in fatto di equilibrio tra uomini e mezzi. Come nota c'è da segnalare che per Yamaha l'ultima vittoria sul tracciato australiano risale ad 11 anni fa, con in sella Ben Spies.

SBK 2020: BMW attesa alla "prova del 9"


La casa tedesca, tornata in SBK nel 2019 con un progetto tutto nuovo, dopo una stagione dove Tom Sykes ha mostrato buona velocità ma ancora poca costanza sul passo, è attesa ad un riscatto. Lo scorso anno si è partiti con qualche difficoltà nell'allestimento di una moto arrivata in ritardo e con limiti nel motore praticamente configurato stock (o quasi) nelle prime tappe. Quest'anno si arriva certamente più preparati, e la curiosità di capirne di più sull'efficacia del progetto BMW è tanta.

Sykes nei test di Phillip Island è parso sempre efficace sul giro secco, ma meno sul passo. Il neo acquisto Eugene Laverty ha lavorato anche lui sodo, però senza fiammate nei test. Vedremo da venerdì cosa succederà soprattutto sul fronte gomme, la cui resa è stato il grosso limite della scorsa stagione alle prestazioni della S1000 RR in gara.

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