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Abbiamo assistito a poco, ma è stato bello. Bellissimo. Tra test prestagionali e primo round iridato, la SBK 2020 ha offerto uno spettacolo di altissimo livello. Livello che, come raccontano tempi sul giro e classifiche, risulta sino ad oggi equilibrato, compatto.

Tre vincitori diversi - Razgatlioglu, Rea, Lowes - tre marche in grado di giocarsi il gradino più alto del podio - Yamaha, Kawasaki, Ducati - con BMW e Honda pronte a "stare" davanti, non appena i rispettivi pacchetti tecnici saranno ottimizzati. O meglio: non appena il Coronavirus cesserà di mordere; il rinvio (forzato) degli appuntamenti di Losail e Jerez stanno costringendo Dorna a grandissimi straordinari. La società spagnola è già molto indaffarata nel riallestire il calendario MotoGP e lo slittamento di già due weekend delle derivate è un ulteriore problema da risolvere.

Speriamo - non solo per il motoclismo, bensì per tutte le attività ferme e attualmente non produttive - che la morsa del Covid-19 sia sempre più allentata, perché è vero che il motociclismo per molte persone rappresenti intrattenimento ma è altrettanto vero che per migliaia di famiglie le due ruote sia lavoro, vero e proprio. Che i motori si riaccendano presto e che i sorpassi siano così tanti da non riuscire a contarli. Proprio come è avvenuto in Australia.

Kawasaki - Sempre verde


Come abbiamo scritto nel numero 10 di Motosprinti, gira che ti rigira, è ancora la Kawasaki "quella da battere". La Ninja ZX-10RR è un modello nato bene, cresciuto vincente. I segreti di tanto successo vanno ricondotti a due ingredienti: allacciamento con la Casa madra - Akashi - ed il pilota più forte degli ultimi (perlomeno) 5 anni. Jonathan Rea.

La continuità con cui il team KRT porta avanti lo sviluppo della verdona rappresenta la scelta più indicata. Evoluzione e mai rivoluzione nel garage Provec, che conosce ogni segreto relativo alla moto ed ha un tot di tecnici giapponesi che viaggiano dall'Asia all'Europa. Rea sa già tutto e punta al sesto titolo, Lowes ha capito che da quella parti qualche soddisfazione in più per lui è possibile. Un esempio? La leadership di classifica, primato mai raccontato da Alex

Yamaha - Il razzo Razga su tutti


Sono almeno tre le R1 M capaci di cogliere piazzamenti da podio, ma l'unico - sino ad oggi - rappresentante della Casa di Iwata a mettere paura alla concorrenza è Razgatlioglu. Chi pensava che il passaggio da Kawasaki a Yamaha richiedesse dal turco molto tempo, ci aveva visto male. Toprak ha vinto al debutto di Phillip Island, guidando come un diavolo.

Probabilmente, senza l'inconveniente vissuto in Gara 2, il numero 54 avrebbe siglato una doppietta. Però, ci rendiamo conto che questa ipotesi rientri tra i "se" e i "ma". Resta evidente come il pupillo di Sofuoglu sia la pedina blu più cattiva, convinta, papabile di sucesso. A Van Der Mark qualcosa manca. Per ora. A Baz serve più fortuna. Caricasulo e Gerloff necessitano di tempo.

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