Trent'anni fa. Il 18 marzo del 1990, per la precisione. La SBK scendeva in pista per il primo round iridato di 13 appuntamenti complessivi, debuttando sulla pista andalusa di Jerez, in una domenica di sole.

Folta la griglia di partenza, con nomi di alto livello. Il due volte campione del mondo Fred Merkel partiva per difendere il titolo con la sua Honda RC 30 Rumi, Ducati schierava Raymond Roche nel team Lucchinelli dotato di 851, al fianco del francese c’era Giancarlo Falappa, il “leone di Jesi”.

Italiani ben rappresentati anche da Fabrizio Pirovano. Il “Piro” guidava la Yamaha OW01 750 messa in pista da Belgarda, poi c’erano Baldassarre Monti con la Honda, Davide Tardozzi su 851, Stefano Caracchi sempre su una Rossa, Piergiorgio Bontempi, ancora su Ducati.

Gli azzurri avrebbero dovuto fare attenzione, oltre all’americano con il numero 1, ad avversari quali Mertens, Andersson, Rymer, Baldwin, Phillis, Slight. McElnea e Polen. Insomma, lo schieramento di iscritti era ricco e nutrito, i gommisti coinvolti nella sfida quattro - Michelin, Dunlop, Pirelli e Metzeler - e in ogni gara la minaccia delle wild card era seria e competitiva.

RRR - Rocket Raymon Roche


Lo scatto dalla pole era appannaggio di Raymond Roche, siglata in 1'51”410.

La prima fila era completata da Merkel, Rymer e Falappa. Tenete presente che presero parte alla competizione ben 36 piloti, suddivisi in quattro per ogni fila.

Roche, dopo battute iniziali di gruppo, riuscì a prendere metri e secondi di vantaggio nel finale, gestendo perfettamente le coperture, dosando la coppia offerta dal bicilindrico desmodromico, il più esuberante del lotto ai regimi medio-bassi. Raymond, ex 500, era uno specialista nel controllare il posteriore, specialmente quando le gomme calavano. Questa sua caratteristica gli regalò il successo nella prima manche, con un buon vantaggio sulla Honda di Merkel. Il terzo gradino del podio è stato calcato da Mertens, che regolò per un soffio Phillis.

Falappa e Pirovano giunsero quinto e sesto. Per Fabrizio una rimonta dalla diciassettesima casella.

 Marco Lucchinelli festeggiò la prima affermazione nelle vesti di manager, ma per Lucky la celebrazione non finì lì: nella seconda partenza di giornata, Roche - ex rivale e compagno di scorribande nel tempo libero - decise di portare nel garage del boss ed amico un’altra coppa da primo classificato.

RI - Repetita Iuvant


Infatti, è ancora il pilota numero 3 a trionfare. Oltre sei i secondi di vantaggio di Raymond, Parecchie le sportellate condivise con Falappa, che si accontentò del gradine centale, meglio di Merkel, su quello più basso. Giancarlo e Frede erano entrambi in lizza per il titolo di fine anno, entrambi battuti dalla furia transalpina: "Mi chiedi se sono contento - rispose Roche ad un giornalista nel paddock - tu non lo saresti al posto mio?! Vengo qui in Spagna, vinco due volte... come altro potrei sentirmi?" Aveva pienamente ragione.

Poca gloria per Pirovano e Monti, anche se va precisato che, già entrare nei migliori 15, nella SBK dell’epoca era una vera impresa. Personaggi come Fogarty, Whitham, Papa e Burnett non riuscirono a tagliare il traguardo.

 Con un computo di 40 punti (al vincitore ne venivano assegnati 20) il francese salutò Jerez da leader e Ducati, all'epoca non più azienda di regime parastatale, bensì rientrante nella proprietà Cagiva, cominciò a pregustare il sapore di un piatto che, weekend dopo weekend, si apprestava a divenire sempre più ricco e prelibato: le quattro cilindri setteemmezzo vennero sconfitti dal pompone più e più volte.

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