Lucio Pedercini è uno degli uomini più esperti del motociclismo. Con un bel trascorso da pilota in 500 e tanti anni nella SBK mondiale (lo vedete nella foto di copertina) il manager mantovano vanta una esperienza ampia ed invidiabile. Sempre in prima linea, nonostante le vicissitudini passate nello scorso inverno, lui ed il suo "nuovo" team erano presenti a Phillip Island, round in cui squadra e pilota - Sandro Cortese - hanno ben figurato: "E pensa che alcuni ragazzi li ho conosciuti in aeroporto nel viaggio verso l'Australia - svela Lucio - abbiamo avuto giusto il tempo per chiacchierare un minino, poi subito in pista. I test di lunedì e martedì ci sono serviti per mettere tutto assieme, dopo è arrivato il weekend ufficiale".

Weekend in cui ve la siete cavata egregiamente.

"Siamo piuttosto soddisfatti del nostro inizio, malgrado tutto fosse per noi da scoprire. D'accordo, la moto non era una novità: la nostra Ninja ha il telaio 2019 - non così dissimile da quello 2020 - sospensioni già ben collaudate ed il motore nuovo. Dobbiamo migliorare in tanti aspetti, soprattutto nel lavoro sull'elettronica. Se consideriamo che abbiamo debuttato senza prove invernali, sì, direi che ci siamo difesi più che bene, in una base di lavoro interessante e proficua".

Che pilota è Cortese?

"Stiamo parlando di un due volte campione mondiale, i titoli non si vincono per caso e ci siamo accorti immediatamente quale sia il suo valore. Arrivando dalla diversa Yamaha R1, Sandro doveva e deve abituarsi alle caratteristiche della Ninja. Se prima era solito entrare forte e rotondo in curva, dopo una frenata non esagerata, adesso deve fare il contrario: staccare secco, piegare aggressivo e rialzare prima possibile la moto, aprendo il gas presto. Gli ci vuole tempo, noi lo metteremo nelle migliori condizioni per riuscirci".

Abbiamo assistito ad un inizio di SBK avvincente.

"Vero, con tanti piloti in grado di lottare per il podio, tutti racchiusi in pochi metri. Gli ufficiali forti sono parecchi, in un livello davvero simile. Anche gli indipendenti possono essere competitivi. Guardate cosa ha fatto Scheib, su una pista che non aveva mai visto. Ciò conferma che Maxi è bravo e che la Kawasaki detiene un ottimo pacchetto. Ecco perché so che pure la ZX-10RR TPR Racing ha il potenziale per ben distinguersi. Avremmo solo bisogno di accumulare chilometri e dati. Solo che, lo sappiamo, ora è tutto fermo. Ma è giusto rispettare le regole: adesso stiamo a casa e, una volta smaltito il pericolo di infezione da Coronavirus, torneremo in pista a fare il nostro lavoro, ciò che più amiamo. Sarà bellissimo".

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