Cinquantuno anni e non sentirli! Il leggendario Troy Bayliss oggi spegne 51 candeline, ma il tre volte campione del mondo ha energia da vendere. Basti pensare che due anni fa è stato capace di vincere nell’Australian Superbike.

Ultimamente Troy Bayliss non sta andando in moto, ma l’assenza gli sembra più lunga di quanto non sia in realtà. Oggi, infatti, l’australiano ha twittato “Sogno di tornare in moto, ma non ci vado da quasi un anno adesso”. Ma lo scorso luglio  Troy si è aggiudicato la 5 Ore di Sydney in squadra con suo figlio Oli, in sella ad una Yamaha R6 (‘tradendo’ per una volta la Ducati)

La quarantena di Troy


In questi giorni di quarantena, Troy va in bicicletta per mantenersi in forma – tre giorni fa ha condiviso sul suo profilo social la foto che riportiamo qui  –  e, come ha dichiarato lui stesso, per lui va ancora “tutto alla grande. Quando vado alle gare qui in Australia o in Italia in molti si ricordano di me e tutti mi fanno sentire il loro calore”, ha dichiarato in un’intervista a WorldSBK.com. “Ora tra la squadra e mio figlio Oli sono davvero indaffarato. Ma ancora del tempo per me e lo uso per allenarmi e per stare in famiglia”, ha detto.

Quella vittoria a Valencia


Il mondiale Superbike gli ha dato grandi soddisfazioni, con la vittoria di tre titoli iridati, 52 vittorie in gara e ben 94 podi. Ma l’australiano è diventato leggenda anche grazie alla sua vittoria conquistata a Valencia in MotoGP.

I miei ricordi migliori sono legati al 2006: abbiamo vinto il Campionato del Mondo Superbike e a Valencia abbiamo portato a casa anche la gara della MotoGP. È stata  particolare, arrivata al termine di un’annata pazza ma bellissima! Non avevo mai pensato di vincere in MotoGP, ma è successo. È stato speciale, una vera ciliegina sulla torta!”

Storia di una passione


Troy Bayliss ha ricordato anche le origini della sua passione per i motori.

Penso che la mia passione per le corse sia nata quando ero davvero piccolo dato che ho iniziato a guidare a soli cinque anni e ho sempre avuto la moto nel cuore. Ricordo di aver assistito alla mia prima gara in tv all’età di 11 o 12 anni e ho bene in mente Graeme Crosby e le sue impennate sulla linea del traguardo. È stata la prima persona che ho visto in televisione, era un tipo figo", ricorda Bayliss.

"Il mio obiettivo era provare ad arrivare nel mondiale Superbike: quando è successo non mi aspettavo di fare un passo del genere così presto. La prima volta che sono entrato a far parte della squadra ho avvertito molta pressione. Con il tempo ho iniziato a trovarmi a mio agio, sono arrivate le prime soddisfazioni e le cose hanno iniziato ad andare per il verso giusto.

“La maggior parte della mia carriera l’ho trascorsa in Ducati: un sacco di italiani e anche gli europei amano questa scuderia. Quando ho conquistato ottimi risultati con Ducati sono diventato abbastanza famoso. Penso di essere stato molto fortunato a poter correre con questa Casa, si tratta di un ottimo marchio: è stato davvero un bel connubio. Penso di essere un ambasciatore fedele”, ha detto ancora Bayliss.

Moto sempre migliori


Alla domanda di come veda il campionato mondiale Superbike oggi, Troy Bayliss ha detto che “è molto entusiasmante; la sicurezza è tanta e le moto hanno delle prestazioni sempre migliori. Ci troviamo in una situazione dove è molto difficile acquisire vantaggio per andare sempre più veloce anche se lo sviluppo è continuo. 

“Sono tornato in gara due anni fa, è stato difficile e molto strano”, aggiunge Bayliss. “Sono sceso in pista nel campionato australiano ma prima avevo gareggiato come wildcard nel 2015 per divertirmi un po’. Sono davvero felice anche adesso quando posso andare a fare un giro, soprattutto con Oli! Sta crescendo, è all'esordio e lo vedo bene ma ha ancora tanta strada da fare...” conclude Bayliss.

Figli di Troy crescono: Oli Bayliss wild card mondiale