A seguito di un calendario SBK rivisto e adattato alle esigenze del momento, Gregorio Lavilla ha spiegato quali sono i motivi che hanno spinto il Direttore Esecutivo del campionato e Dorna a tali scelte.

Tutto è basato sul compromesso: sappiamo che il Covid-19 e le relative conseguenze hanno imposto uno stop degli sport mondiali, le moto ci sono cadute - di riflesso - dentro. Greg ed il suo staff stanno lavorando sodo per risollevare una annata a rischio:Non è un periodo semplice - le sue parole - ecco perché voglio ringraziare i protagonisti delle diverse categorie. So che è difficile ma so che tutti hanno gestito la situazione nel miglior modo possibile. Ogni risorsa ha avvallato proposte, assumendosi le responsabilità in essere, lanciando messaggi positivi. Ciò rappresenta un grande esempio di stima per il nostro paddock”.

 Lavilla, ex corridore di ottimo livello, non è felice di non poter andare ad Imola a motori riaccesi:Purtroppo, Imola non sarà nel calendario 2020. La pandemia in corso ha determinato la scelta finale, presa in comune accordo con i gestori dell’autodromo Enzo e Dino Ferrari. Spostare l’evento in altri periodi dell’anno avrebbe portato rischi legati ai fattori climatici. Mi dispiace tantissimo, poiché il nostro piano consisteva di mantenere tutti i round previsti. Tuttavia, i tifosi italiani potranno assistere alle gare SBK sulla pista di Misano, a fine stagione. Sarà un gran finale di campionato”.

 La domanda è: una stagione ridotta potrebbe entusiasmare ulteriormente gli appassionati? Il catalano risponde così:Il campionato 2020 è più facile da seguire rispetto a quanto lo fosse nelle passate edizioni. In estate il meteo è buono. Ad Assen, per esempio, i tifosi saranno davvero contenti. Non c’è la lunga pausa estiva e avremo tre appuntamenti di fila, cosa mai accaduta prima. Avremo più spettacolo in tempi racchiusi e tutto crescerà avvicinandosi alla fine. Si tratterà di una sfida nuova per le squadre e per i piloti”.

 Ci sono da considerare anche ulteriori slittamenti e cancellazioni. Il problema sanitario non è ancora risolto e ogni opzione potrebbe risultare plausibile: “Dipenderà dal periodo di ripartenza. Se oltrepassiamo un determinato momento, non sarà più possibile spostare date e, quindi, la cancellazione sarebbe l’unica scelta. Sappiamo che non è un periodo facile per nessuno e l’obiettivo mio e di Dorna è di preservare e ostenere il programma di gare prefissato. Stesso discorso per chi lavora ai nostri progetti. Noi diamo sempre il massimo per conseguire il miglior risultato possibile. Lavoriamo coi governi locali, con la FIM e insieme agli staff dei circuiti per avere una situazione gestibile e sicura per tutti. Insieme a Moto2 e Moto3, la SBK ha potuto gareggiare almeno una volta e, pensando a quanto visto in Australia, la ripartenza sarà molto spettacolare”.

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