Alvaro Bautista sta trascorrendo questo periodo di ‘lockdown’ in tranquillità, nella sua casa di Talavera de la Reina, insieme alla moglie e alla sua bambina, nata appena due mesi fa. E come tutti, aspetta di tornare alla normalità il prima possibile.

“Non vedo l’ora di tornare a correre”, dice Alvaro Bautista nella diretta Instagram che si è appena conclusa sul profilo ufficiale di WorldSBK. “Non tanto per il fatto di correre in sé, ma perché quando torneremo alle gare significherà che saremo tornati alla normalità".

“Come in un film”


Sembra di essere in un film con questo virus e con il fatto che devi stare a casa”, aggiunge Bautista. "Ma alla fine mi godendo questi giorni a casa con mia moglie e mia figlia. E il tempo sta passando molto velocemente, perché c’è sempre qualcosa da fare. Di sicuro mi piacerebbe tornare alle gare, ma sto approfittando di questa esperienza per stare in famiglia. Pensavo che non avrei vissuto questo periodo della bimba perché sarei stato alle gare, invece, è divertente vedere come comincia a scoprire il mondo”.

“Non sono ancora abituato al motore”


Alla domanda di quale sia la sua sensazione sulla Honda, Bautista ha spiegato che la sente "diversa".

Non so se sia per via del motore, ma è diversa. Ho sempre usato i V4 nella mia carriera, in MotoGP e in Superbike, e questo è un quadricilindrico in linea. Non saprei dire se è migliore o peggiore, ma è diverso. Non sono ancora abituato a questo tipo di motore ma spero che facendo chilometri la situazione migliori".

Bautista ha poi spiegato qual è, secondo lui, il punto di forza della Honda.

“La moto è completamente nuova, dobbiamo fare ancora tanti miglioramenti”, ha detto lo spagnolo, vicecampione del mondo della Superbike con Ducati. “Anche durante i test invernali ci siamo impegnati per raccogliere dati, non tanto per cercare la prestazione. Il punto forte è il motore, sento che ha un gran potenziale, ma dobbiamo mettere tutto a posto per poter spingere al massimo, dall’elettronica al telaio. A quel punto avremo il massimo. Stiamo lavorando per avere il massimo, ma abbiamo ancora tanto da fare”.

“Una potenza pazzesca”


E il sound della Honda com’è? Bautista ha spiegato che lo sente non tanto sulla sua moto, ma quando gli passa vicino il suo compagno di squadra Leon Haslam.  “Lì senti la differenza con le altre moto. Senti che che ha una potenza pazzesca, forse troppa”.

Bautista, comunque, è ottimista. E facendo il paragone con lo scorso anno, spiega facilmente perché quest’anno non ha vinto subito, come nel 2019 con la Ducati.

 “Lo scorso anno la moto era più simile a quella che usavo in MotoGP, il carattere era simile, aveva solo meno potenza, quindi per me è stato più facile adattarmi. Ovviamente, erano diverse le gomme, le sospensioni, il format di gara… ma lo sviluppo della moto era avanzato. Adesso la moto è nuova, e dobbiamo lavorare molto. Di sicuro dovremo fare dei passi avanti in ogni weekend.

"Comunque a Phillip Island in Superpole ero caduto e in gara1 sono partito indietro ma sono arrivato a ridosso dei primi e anche in gara 2 anche non è andata male.

"Con il feeling da zero a dieci diciamo siamo a 3 o 4, ma anche con questo feeling siamo vicini ai primi. Lavorando ancora un po’ possiamo puntare alla vittoria. E’ stato un weekend positivo, abbiamo raccolto tanti. Certo adesso abbiamo dovuto fermarci, ma sono certo che in futuro potremo fare altri passi avanti”.

Quella vittoria a Portimao...


E la vittoria più bella della scorsa stagione? Bautista non ha avuto dubbi? Gara2 a Portimao. 

“Arrivavo dall’infortunio a Laguna Seca, dove non avevo potuto correre in gara2, e a Portimao, non avevo mai corso prima. Era stato un weekend difficile, nella gara della Superpole avevo dovuto recuperare e in gara2 ho dovuto spingere molto… Non avevo molta energia perché dovevo compensare la spalla con altri muscoli, e ricordo che quando ho preso il leader mi sono detto ‘spingi al massimo perché non sai quanto puoi durare’. Se la gara avesse avuto un giro di più non ce l’avrei fatta, avevo tanto dolore alla spalla, ma per me è stata una vittoria speciale”.

Due vite separate


Il fatto di avere una famiglia lo distrae dalle corse? La risposta di Bautista è immediata.

“Assolutamente no. Mi piacere avere due vite separate: una in pista e una a casa. In pista non penso di essere un padre, di avere una famiglia. E a casa non mi piace parlare di moto e di gare, non penso di essere un pilota ma penso alla mia famiglia. E’ bello perché vivi due vite”.

Infine, alla domanda di quale sia il suo avversario preferiti di sempre, Bautista risponde con molta diplomazia.

“Non è facile. Di sicuro mi piacciono i piloti competitivi, che corrono al limite. Nella mia carriera ho avuto molti bravi rivali e d è difficile scegliere uno,  perché sono stati tanti in diversi periodi. E di sicuro tutti mi hanno aiutato a migliorare”.

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