Loris Baz è andato forte in Australia e, con un pizzico di fortuna in più, l’alto francese avrebbe potuto portare sul podio la Yamaha del team Ten Kate.

L’esordio dell’oggi ventisettenne con la squadra olandese è avvenuto lo scorso anno a Jerez, sesto round stagionale. Da lì in avanti, l’affiatamento tra le parti - corridore e staff - è cresciuto, sino a divenire la mina vagante della SBK, capace di battere spesso formazioni ufficiali.

Sì, perché il team dei fratelli Ronald e Gerrit, seppur ben preparato, è indipendente e comunque assistito dalla Casa di Iwata: “Mi trovo molto bene con i ragazzi - spiega Loris a Racing Lowdown - infatti, durante il lock down siamo rimasti in contatto tramite un gruppo whatsapp. Adoro lavorare coi miei ragazzi e mi sento spesso con Mick Shanley. Tra di noi c’è un rapporto di fiducia reciproca”.

Mick è il capotecnico, già visto in formazioni di alto livello. Baz ne ha trovato un punto di riferimento e apprezza pure i due “boss” Ten Kate: “Si vive come in una famiglia - continua - ed è bello chiamarli e confrontarsi con loro. Ciò non accadeva in altre squadre con le quali ho gareggiato”.

La R1 M numero 76 era il lotta per il podio della terza manche australiana, ma la rottura patita da Razgatlioglu ha costretto Baz a una divagazione fuori pista, che gli ha fatto perdere tempo e metri preziosi. C’è da scommettere che, nei prossimi round, Loris e Ten Kate saranno nel gruppo dei migliori.

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