Se serviva una prova per poter dire che Scott Redding vuole giocarsi tutte le sue carte iridate sino alla fine, possiamo decretare il fatto che sia arrivata. L’inglese di casa Ducati infatti ha chiuso davanti la prima giornata di prove in quel di Estoril, e può di conseguenza sorridere: “Sono molto contento della mia giornata, dato che mi sono sentito a mio in sella sin dai primi giri. La mia Panigale V4R però risponde bene alle mie richieste: con le gomme usate sono riuscito ad essere molto veloce, anche in un punto critico per i pneumatici come l’ultimo lungo curvone prima del rettilineo d’arrivo”.

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“Ad Estoril tutti indossano i miei panni. Rea? Devo solo vincere”


Per una volta in questa stagione Scott ha potuto contare su un piccolo vantaggio rispetto agli avversari, essendo tra i pochi ad aver già corso nel passato sul tracciato portoghese, durante i suoi trascorsi nel mondiale MotoGP.

“In questo round tutti hanno indossato i miei panni: di solito sono tra i pochi che devono imparare a conoscere sessione dopo sessione la moto e la pista, mentre qui ad Estoril è quasi la medesima situazione per tutti. Io ho corso qui per l’ultima volta nel 2012, quindi conoscevo già la conformazione del tracciato, ma otto anni sono davvero tanti per ricordare di più. La pista mi piace, la moto si muove tanto e per questo assomiglia ad un tracciato del BSB”.

Ad ogni modo Scott ha davanti a sé una missione pressochè impossibile, ossia battere Rea nonostante i 59 punti di ritardo. Il portacolori Ducati non si scompone, e rilancia.

“Cercherò di fare il massimo, del resto devo solo essere veloce e vincere, sperando magari in qualcos’altro che mi possa aiutare. Voglio dimostrare che lotto fino alla fine, per essere poi pronto il prossimo anno a cercare nuovamente di centrare l’obiettivo titolo”.

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“Non sono d'accordo con la scelta di Ducati”


Tralasciando l’azione in pista, è impossibile per Scott non dare un giudizio sulla scelta di Ducati di affiancargli nel 2021 Michael Ruben Rinaldi, preferito a Chaz Davies. Redding non usa giri di parole per spiegare chi sia tra i due il suo preferito, motivando la scelta.

“L’arrivo di Michel potrebbe rendere il mio lavoro leggermente più difficile in termini di sviluppo della moto. Avere Chaz come compagno è ottimo per me, sia a livello relazionale che tecnico vista la statura simile, mentre con Michael non potrò confrontare più di tanto i dati. Il prossimo anno credo di poter vincere il titolo, ma se Michael non sposasse la mia causa dal punto di vista tecnico potrebbe darmi fastidio, dato che quest’anno ho lavorato tanto in questo senso. Non sono quindi particolarmente d’accordo con la scelta di Ducati, ma la casa paga i piloti e decide: Michael mi piace, ma con Chaz ho un ottimo rapporto sotto tanti punti di vista”.

In conclusione Scott riflette sulla vicinanza tra i tempi di oggi delle Superbike e quelli della MotoGP datati 2012, confermando le alte prestazioni delle derivate di serie.

“Credo che le Superbike attuali siano meglio delle MotoGP di otto anni fa. Il nuovo asfalto qui ci aiuta, ma anche nei test di Misano di qualche mese fa sono stavo veloce quanto l’Aprilia, che come tutte le MotoGP si differenzia dalle Superbike in termini di passo”.

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