Se aveste chiesto a febbraio ad un appassionato di Superbike chi sarebbe stata la mina vagante del 2020 in categoria, molto probabilmente avrebbe risposto Alvaro Bautista, punta di diamante del nuovo e scintillante progetto Honda per le derivate di serie. Otto mesi dopo le cose non sono andate esattamente come previsto, tanto che il quinto posto ottenuto da Alvaro in Gara 2 ad Estoril figura come uno dei suoi migliori piazzamenti della stagione.

Dopo la caduta in Gara 1 il mio primo obiettivo per Gara 2 era completare la corsa, quindi ho spinto ma senza oltrepassare il limite, come ho fatto altre volte in stagione. Chiudere quinto mi soddisfa fino ad un certo punto, dato che il nostro obiettivo è un altro, ma sono consapevole di dover ancora sistemare diverse cose dal punto di vista tecnico”, ha detto lo spagnolo al termine della stagione.

Un inizio da incubo


Del resto i primi segnali di quanto fosse acerbo il progetto della casa alata si sono intravisti nei test invernali, che Alvaro racconta senza giri di parole.

“Quando ho provato la moto la prima volta ho pensato 'Cavolo, è impossibile da guidare', e per tutta la durata dei test invernali non sono riuscito a trovare qualcosa che mi piacesse. Ho incassato distacchi pesanti ed ho pensato che la mia carriera fosse finita, ero preoccupato, ma per fortuna grazie al lavoro siamo migliorati molto, e nei test di Barcellona ho subito notato dei grandi passi avanti”.

Dopo i test è arrivato il momento delle gare, dove spesso lo spagnolo è finito a terra nel tentativo di raggiungere gli obiettivi prefissati ad inizio stagione.

“Ho avuto spesso la confidenza giusta per lottare per la settima posizione, e quando ho pensato di poter ottenere di più ho superato il limite, finendo per cadere. Molte cadute sono state causate dalla chiusura dell’anteriore, derivante però dalla poca aderenza al posteriore, che stiamo ancora cercando di aumentare - ha spiegato -. Ora ad ogni modo credo che il progetto sia davvero sulla strada giusta”.

Tempo di bilanci, con un occhio al futuro


Cosa dire dunque per trarre un bilancio della stagione? Bautista rimane sincero, consapevole di non aver centrato il target, ma allo stesso modo consapevole che tutti i nuovi progetti necessitino di tempo per sboccciare.

“Quest’anno abbiamo imparato tanto e raccolto una grande quantità di dati, quindi abbiamo alcune idee per il prossimo anno: ora occorre capire se in Giappone potranno trasformare queste idee in realtà. Sinceramente mi aspettavo di più dal 2020, ma un team nuovo come questo ha sicuramente bisogno di tempo per crescere, specie in una stagione breve e compressa come questa”, ha ammesso l'iberico.

Il pensiero corre infine al 2021, sulla carta l’anno della riscossa. Alvaro ed Honda hanno davanti a loro mesi di duro lavoro per poter raggiungere il livello dei costruttori più forti della categoria, e la probabile partenza ritardata del campionato potrebbe essere una carta a favore.

“Il prossimo anno mi aspetto di essere più forte, e lo stesso vale per la squadra. Se la stagione comincerà in ritardo e potremo fare più test sarà sicuramente meglio per noi: il budget non credo sia un problema per HRC, o perlomeno lo spero. Non so quanto abbiano stanziato per il progetto, ma se vuoi vincere devi spendere (ride ndr)”.

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