In Superbike è già tempo di mercato e progetti in ottica 2021, ma in alcuni casi la situazione pare ancora lontana dall’essere risolta. È il caso del team Barni che, dopo un 2020 travagliato e caratterizzato dalla successione di quattro piloti diversi nel box, sta cercando di disegnare il proprio futuro con qualche novità. La più eclatante è certamente l’idea di impegnarsi anche (o solo?) nel mondiale Supersport, grazie al nuovo regolamento in rampa di lancio ed alla Ducati Panigale V2 955. Sono settimane di fuoco dunque per Marco Barnabò, a metà tra ciò che è stato e ciò che potrebbe essere.

“Nel test di Misano con la 955 e Krummenacher abbiamo centrato l’obiettivo - spiega - ossia quello di capire quanto la moto fosse al momento lontana da una Supersport. A differenza di quanto pensano molti infatti occorre lavorare molto sulla 955 per farla arrivare al giusto livello di competitività: la potenza ed i cavalli di sono, ma servono grandi passi avanti sotto il profilo della ciclistica. Chi pensa che questa moto o una Triumph possano vincere facilmente da subito sbaglia. I tempi dei test? Un paio di secondi più lenti rispetto ai crono migliori”.

Lo sbarco in 600 dunque non è una suggestione, bensì un obiettivo.

“Sì, e sarebbe utile principalmente per due motivi. Il primo è che in assenza della Stock1000 non abbiamo un campionato legato alla Superbike dove far crescere dei piloti in sella ad una Ducati: quasi tutti ora disputano il mondiale Supersport con Yamaha, mentre sarebbe bello poter creare un’orbita di piloti Ducati. Il secondo motivo è che il mercato delle 600 sta vivendo un momento difficile, mentre la situazione è migliore per quanto riguarda le moto di cilindrata più alta, come ad esempio la 955 o la MV Agusta 800, ed il loro inserimento nel campionato potrebbe aiutare tutto ciò”.

Il nuovo regolamento della WorldSSP però pare slittare al 2022. Questo complica i vostri piani?

“Personalmente sto iniziando a lavorare a questo progetto a prescindere, dato nella prossima stagione dovremmo riuscire ad utilizzarla nel National Trophy 600. Ho sempre portato avanti i nuovi progetti di Ducati, e questa è una buona occasione per farlo nuovamente. Mi piacerebbe avere nel mondiale una Supersport ed una Superbike: se non sarà possibile nel 2021, lavoreremo per farci trovare pronti nel 2022”.

"Vorrei continuare in SBK, ma serve trovare il budget"


Di conseguenza qual è attualmente il tuo progetto per il 2021?

Mi piacerebbe continuare con il mondiale Superbike, per tante ragioni. Il problema è il budget, che è trovare entro un determinato periodo, in modo da poter agire nel modo giusto: per esempio questa settimana ho dovuto iniziare ad ordinare il materiale, ma non posso dire con certezza se potremo disputare l’intera stagione. Oltre al mondiale c’è il CIV Superbike, dove la situazione è ancora più nebulosa: gli ultimi cambiamenti regolamentari potrebbero complicare le cose, quindi non so se sarò ancora in grado di mantenere il doppio impegno”. 

Restiamo sul mondiale Superbike. I candidati per la tua sella non mancano, ad iniziare da Krummenacher.

Con Randy stavamo pensando di fare la Supersport, un campionato che è molto nel suo DNA. Potrebbe fare anche la Superbike, dato che quando ha provato la nostra moto è andato forte, ma al momento non abbiamo nemmeno parlato di questa possibilità. Se verrà ufficializzato lo slittamento al 2022 del nuovo regolamento SSP, potremo forse discuterne”.

Le opzioni di mercato


Due nomi altrettanto caldi sono quelli di Rabat e Davies. Sono in corso delle trattative?

“Ducati sta cercando una sistemazione soddisfacente per entrambi, e noi siamo una delle alternative, cosa che mi fa piacere. Occorre aspettare le decisioni della casa: io sono disposto a collaborare, ma non nessuna trattiva diretta in essere né con Davies né con Rabat”.

Hai altri assi nella manica?

“Ci sono altri piloti sulla lista, ma è presto. Un esempio è Baz, che al momento non ha una moto e potrebbe essere interessante, e lo stesso discorso vale per Laverty. Mi piacerebbe anche iniziare un progetto biennale con un giovane, come Ferrari o Cavalieri, ma serve un determinato budget per poterci lavorare senza mettergli troppa pressione. Per un team privato è molto difficile gestire situazioni come queste, spesso come fai sbagli”.

Hai fissato una deadline per decidere i tuoi progetti ed i tuoi piloti?

“Vorrei delineare il tutto entro la metà o la fine di novembre. Credo che con la fine del campionato MotoGP tanti tasselli troveranno la loro collocazione, compressi i nostri”.

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