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L’ultima decade della storia del mondiale Superbike ha senza dubbio in copertina il volto di Jonathan Rea, dominatore incontrastato della categoria dal 2015, ma non solo. Tanti piloti hanno infatti contribuito a rendere ogni stagione spettacolare, spesso grazie a cambi di team che hanno mescolato le carte in tavola, anche grazie all’arrivo o alla dipartita della case.

Ripercorriamo dunque i cambi di colori più significativi degli ultimi anni, in attesa di vedere se il dominio di Johnny Rea continuerà, o se qualcuno (Redding? Rinaldi? Razgatlioglu?) riuscirà a spodestare il re dal suo oramai consolidato trono.

(2009) Biaggi ed Aprilia si prendono la scena


La decade 2010 – 2020 si apre con un successo totalmente a tinte tricolori, grazie al binomio formidabile formato da Max Biaggi ed Aprilia. Nel 2008 la casa di Noale annuncia il proprio ritorno in SBK per l’anno successivo, con l’ausilio di una nuova e portentosa creatura, la RSV4, destinata a diventare un vero gioiello della categoria. Per la stagione di debutto Aprilia sceglie come piloti Shinya Nakano e soprattutto Max Biaggi, reduce dalle sue prime due stagioni in SBK con il team Alstare Suzuki e con il team Sterilgarda Ducati.

Già nella prima stagione la RSV4 si dimostra un ottimo mezzo, che permette a Max di ottenere 9 podi, tra i quali la prima vittoria del nuovo corso Aprilia a Brno, chiudendo l’annata con la quarta posizione finale. Dopo una prima stagione di apprendistato, ecco il trionfo: nel 2010 Biaggi conquista 10 vittorie ed un totale di 14 podi, spezzando la resistenza di Leon Haslam e conquistando il suo quinto alloro iridato. Il romano e la casa italiana concederanno il bis nel 2012, quando solo mezzo punto separerà il campione Biaggi dallo sconfitto Tom Sykes, che si rifarà però l’anno successivo.

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