Johann Zarco fa parte dei tre "ospiti" illustri dei test SBK di Jerez. Test che non si sono svolti, beninteso. I team KRT Provec, Kawasaki Orelac, Pedercini, Aruba Ducati, Go Eleven, Barni e HRC, vedendo un meteo che di stabilizzarsi soleggiato proprio nemmeno ci pensava, hanno preferito non sprecare giornate da sfruttare in situazioni ritenute più favorevoli.

Michele Pirro e Zarco, contrariamente al "disertore" Maverick Vinales, hanno girato nella seconda giornata. Precisamente, di pomeriggio. L'italiano con la Panigale V4 R, il francese con la V4S 1100. Poche ore prima di saltare in sella, abbiamo scambiato due chiacchiere con Johann: "Sono venuto qui in Andalusia in aereo - spiega - mentre i miei due collaboratori hanno caricato la moto sul furgone, partendo dalla Francia e giungendo via terra. Ho voglia e bisogno di girare, perché voglio arrivare tonico ai test MotoGP di Losail".

Test che saranno fondamentali, per una stagioni in cui il due volte iridato della Middle Class difenderà i coloro di Ducati Pramac: "Sono molto contento - svela - e carico. Non vedo l'ora di cominciare, abbiamo una bella squadra, io e Jorge Martin rappresentiamo una coppia da ben tre titoli Mondiali. Io ho un doppio alloro nella Moto2, lui uno nella Moto3. Sono convinto che faremo bene entrambi".

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Più si corre, meglio è


Johann è già concentrato. Sa che il 2021 è per lui foriero di novità e carico di possibilità. Per Ducati, le nuove coppie MotoGP costituiscono il presente, ma anche il futuro. Zarco si sofferma su quella ufficiale: "Jack Miller e Francesco Bagnaia sono forti e giovani, promettono bene" e la Pramac: "Come detto, io e Martin costituiamo un duo assortito, ci sarà da divertirsi".

A proposito di divertimento, considerando quanto sia un racer puro quale il francese, lo abbiamo pungolato su un argomento che nel 2020 non sembrava solo una ipotesi: "Sì, la possibilità di venire in SBK realmente c'era - le sue parole - però, alla fine, non si è concretizzata. Mi piacerebbe avere un futuro nel paddock delle derivate, perché con tre gare a weekend, si triplica il divertimento".

Fisicamente e psicologicamente tutto sarebbe diverso rispetto al singolo Gran Premio al quale lui è abituato. Problemi di sorta? Macché: "Io sono super preparato ed allenato - precisa - come lo sono tutti i piloti, del resto. La Superpole Race tutta al limite dal primo all'ultimo giro? Bè, una gara della MotoGP si affronta al limite dal primo al venticinquesimo passaggio, sicché, non intravedo eventuali ostacoli e noie da risolvere".

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