Come vediamo in foto, Scott Redding stacca forte. Stivale che tocca terra, muso della sua V4 R che sfiora il parafango, per un avantreno Ducati che, più compresso di così, non si potrebbe. Anche la gomma anteriore Pirelli è schiacciata, tanta è la forza e tanto è il peso impressi su impianto frenante e forcella Ohlins.

Appunto, proprio le sospensioni di marca svedese offrono una novità in casa Aruba Factory: il piedino, cioè, la parte inferiore a "coda di rondine", per una sorta di V ribaltata e spezzata. A cosa serve tale soluzione? L'introduzione della modifica è stata pensata per poter usare un nuovo e speciale (quanto costoso) cavalletto anteriore, da usare nel rapido cambio ruota.

Il rapido cambio ruota si attua specialmente nella procedura Flag to Flag, diversa in SBK rispetto a quella MotoGP. Nella classe regina, in caso di mutamento della condizione atmosferica, ogni singolo pilota può raggiungere il proprio box e, lì davanti, inforcare una seconda moto. Nelle derivate di serie, invece, essendoci il "rolling chassis"i corridori devono far sostituire le ruote dai meccanici. Ovviamente, su queste ruote sono montate coperture dedicate ai singoli casi.

SBK diversa dall'Endurance


Se nelle gare di durata prima si smonta e si rimonta tutto meglio è, in SBK non è proprio così. Nel senso che, comunque, squadre e piloti devono rispettare un tempo minimo calcolato ed imposto dalla Race Direction. Questa variabile dipende dalla lunghezza della pitlane di un determinato circuito.

In più, si somma una quota fissa. Il totale rappresenterà la quota minima sotto alla quale è vietato scendere, onde evitare sanzioni e penalizzazioni. Invece, nell'EWC ognuno fa come gli pare. Detta meglio: più si è rapidi nel cambio ruote e rifornimento, prima si ha la possibilità di vedere il traguardo. Nonostante le gare possano coprire anche l'arco di ben 24 ore.

Michael Ruben Rinaldi conduce la mattinata di test SBK della seconda giornata al Motorland