Come previsto stamane, nel secondo pomeriggio di test SBK effettuati al Motorland, Scott Redding ha attaccato il cronometro. L'inglese del team Aruba Factory ha piazzato la Ducati numero 45 in vetta, risultando il più rapido del piccolo gruppo di piloti presenti ad Aragòn.

La soddisfazione del leader è così da egli stesso sintetizzata: "Sicuramente sono contento - le sue parole - perché ci troviamo a ridosso del primo appuntamento iridato. Abbiamo un po' alzato il ritmo, cominciando a spingere sull'acceleratore. I test confermano i nostri miglioramenti, dedicati a diverse aree di sviluppo. In generale, mi ritengo piuttosto soddisfatto della Panigale V4 R".

Quali gomme Pirelli ha usato Redding per avvicinarsi così tanto al record della pista? In particolare, una la più efficace: "Sono stato veloce con la SC0, addirittura più rapido di quanto lo fossi l'anno scorso in gara con la SCX. Abbiamo pure provato simulazioni di tempo sul giro da qualifica e, anche in quel caso, siamo migliorati. Sono contendo, dato che questo di Aragòn sia per me uno dei tracciati peggiori. La cosa buona è aver avuto anche Rinaldi molto veloce qui, Michael Ruben ha rappresentato il mio punto di riferimento. La squadra ha lavorato bene, mantenendo la giusta direzione intrapresa. Grande lavoro fatto insieme".

Però, al Motorland non c'erano Kawasaki, BMW ed Honda ufficiali...


Infatti, Scott precisa: "Ed un peccatto che non ci fossero - dichiara - perché per me è sempre importante svolgere test confrontandomi con piloti migliori: in quel modo, capisci chiaramente la via in cui ci si trova ed il vero valore disponibile. Parlando del passo, sono andato bene, considerando che fosse qui l'anno scorso uno dei miei punti deboli".

Pensado al doppio round disputato l'anno scorso - due vittorie, podi ma anche una scivolata - , il britannico sottolinea la fatica patita: "Non è stato facile ottenere i risultati 2020, ho tribolato, ma oggi sono migliorato. Sì, ho migliorato me stesso, concentrandomi sulle cose da fare. Ripeto, peccato non ci fossero gli altri avversari ufficiali: con loro, avremmo avuto riferimenti decisamente più attendibili".

Hockenheim 1992: la Tripla Corona che rese grande Aprilia