Signore & Signori, secondo giro, numerosi regali per voi: la carovana SBK si è spostata dalla Spagna al Portogallo, lasciano il Motorland di Aragòn per approdare al Circuito dell'Estoril. Dal deserto al mare, in pratica, perché gli scenari fuori dal paddock sono decisamente opposti.

In pista, cosa accadrà? Preferiamo non riuscire a prevederlo, perché il divertimeno deve essere messo al primo posto. Però, Alcaniz e paraggi ci hanno fornito parametri più che attendibili: Johnny Rea resta il pilota da battere, forte della doppietta ottenuta con la nuova Kawasaki Ninja.

Scott Redding è risultato il ducatista meglio messo ed autore della risposta di Gara 2. L'inglese prova a tenere il passo del nordirlandese, "copiando il copione 2020", in cui tra verde e rosso l'ha spuntata la formazione di Akashi. Il KRT Provec è forte e completo, con un Alex Lowes costante e determinato. Ma la minaccia ha color blu.

Bomba turca pronta ad esplodere


Lo scorso anno, Razgatlioglu fece vedere i sorci (blu) a tutti. Il turco e la sua Yamaha dettarono il passo in quasi ogni sessione: Superpole aggiudicata, vittoria nella prima manche, successo nella Superpole Race e terzo posto finale. Meglio di di così, sarebbe stato quasi impossibile.

Ecco perché il numero 54 gira forte e favorito sulla ruota dell'Estoril, che ha un casinò ben frequentato anche da Chaz Davies e Michael Ruben Rinaldi, desiderosi di riscatto in Portogallo. Peraltro, l'italiano saggiò l'ingresso in Aruba Factory proprio su questo tracciato.

Ben visto anche il Loka, occhio a Gerloff


Pure Andrea Locatelli ha debuttato nella formazione ufficiale Yamaha Superbike qui in Portogallo, con mezza giornata di prove sulla R1 M. Il campione Supersport si è ben fatto largo ad Aragòn, in mezzo a rivali più esperti di categoria. All'Estoril è attesa, per esempio, l'armata BMW, vicina al podio in Spagna.

Ma non dimentichiamo le Honda - nel frattempo una in meno - dato che Leon Haslam ed Alvaro Bautista possono e vogliono fare meglio coi colori HRC ed una Fireblade veloce e ancora da domare. Mettiamo Garrett  Gerloff come pedina finale, poiché l'americano potrebbe addirittura vincere almeno una corsa su tre. 

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