Doppietta e leadership nella classifica SBK iridata. Davvero niente male il fine settimana britannico di Toprak Razgatlioglu, pilota del team Pata Yamaha with Brixx, prima minaccia del sei volte iridato Johnny Rea. A seguito del quarto round 2021, le posizioni in campionato si sono invertite.

Il turco comanda, il nordirlandese è costretto ad inseguire. Era successo, momentaneamente, a Phillip Island 2020: mentre il numero 54 vinceva la prima manche della trasferta australiana, il numero 1 rovinava nelle vie di fuga, cominciando la stagione nel peggiore dei modi.

Poi, il trend fu dal Cannibale invertito, sino alla conquista dell'ennesimo alloro. Andrà ancora così o, stavolta, il ventiquattrenne di Alanya metterà in pista il quid necessario per battere tutti? Già ad Assen - tracciato in cui Johnny ha vinto anche con la Honda - avremo le prime risposte. Però, il quesito del momento è un altro.

Il treno MotoGP passa una volta sola e non per tutti


Sofuoglu vuole che Toprak vinca in SBK, Toprak pure. Questo è l'obiettivo turco, riposto nelle parole, confermato da dichiarazioni e nel contratto rinnovato con Yamaha. Altri due anni per lui, anzi, per loro nel paddock delle derivate, in una missione ben chiara.

Vincere. Punto. Più tardi, eventualmente (attenzione a questo "eventualmente") si penserebbe ad altro. D'accordo, ma altro cosa sarebbe, dopo la SBK? La classe più ambita è la MotoGP, per la quale Razgatlioglu si trovava davvero vicino ad entrarci. Mica lo abbiamo scritto perché ubriachi o quant'altro.

Immaginiamo questo, facendolo leggendo la classifica: se Razga vincesse già quest'anno il titolo  - a bordo della R1 che guiderà, stando al contratto, per altre due stagioni - che farà, rimarrà lì dov'è o vaglierà soluzioni differenti? Insomma, Toprak, soddisfatto di aver accontentato Kenan e sé stesso, passerebbe finalmente in MotoGP o l'ipotesi rimarrebbe tale?

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