Tra i tantissimi ospiti presenti al Ducati Riding Experience, Axel Bassani e Lorenzo Mauri si sono rivelati la coppia meglio assortita. Il duo Motocorsa - pilota e team manager - oltre a rappresentare il Marchio bolognese, si è divertito, come si può vedere dai sorrisi esibiti nella foto di copertina.

Piacevolissima rivelazione della SBK 2021, il ventidueenne veneto ha incrociato le traiettorie del quarantaquattreenne lombardo. Entrambi in sella a Panigale V2, il circuito di Misano li ha visti impegnati in diversi giri di pista, nei quali sono emerse filosofie e stili diversi.

Meglio adesso o prima? Si viaggia più forte oggi o qualche anno fa? Quesiti che rimarranno senza risposte definitive, dato che ogni epoca richiede ed ha richiesto esigenze e caratteristiche dedicate. Gli ingredienti rimasti intatti sono il divertimento e la manetta.

Mauri: "Axel non era nemmeno sudato"


Piega di qua, apri il gas di là, Lorenzo è tornato a fare ciò che più ama: guidare la moto in pista, possibilmente se Ducati è anche meglio. Mauri ha trovato un ambiente fantastico: "L'organizzazione del DRE è, come sempre, fenomenale - descrive lo scenario - perché oltre ai clienti del Marchio, c'erano piloti, ospiti e... le Rosse!"

Inforcata una V2, il manager Motocorsa ha "sfidato" il suo pilota. Dopo diverse tornate completate,  il rientro ai box: "Mi sono tolto il casco e mi sentivo felice - continua - molto felice. Poi, pure Axel se l'è tolto e... non era nemmeno sudato! Questo per un motivo semplice: oltre alla sua giovane età, vanta un metodo di allenamento efficace".

I tempi sono cambiati: "Decisamente cambiati. Basti pensare a quali esercizi ed alle ore spese dai piloti di oggi. Corsa, bicicletta, corpo libero. E sella, naturalmente. Quando correvo io, mi allenavo nella pausa pranzo. Poi, tornato a lavorare in officina. Oggi sarebbe impossibile fare così. Oppure, si potrebbe fare, ma si pagherebbe dazio in pista".

Bassani: "Lorenzo ha uno stile affascinante"


Lasciata la Ducati nel garage, Bassani si è avvicinato al suo team manager. Lo ha guardato e poi gli ha detto una cosa del genere: "Cavolo, che stile di guida - magari con accento veneto - affascinante e visto da tanti campioni della tua epoca. In alcune curve non ti serviva toccare con il gomito".

Vero, niente "elbow down", dato che Mauri proviene da una stirpe di corridori abituati a fare diversamente. Le gomme, i telai, la gestione elettronica, tutto è cambiato, sicché il nativo di Erba ripropone movenze e manovre più simili a quelle di Troy Bayliss e non alle pieghe di Marc Marquez: "Prima si consumavano meno tute e saponette"

Il numero 47, unica punta dell'Indipendente Motocorsa, può contare negli anni maturati da Lorenzo che, durante i weekend di gara, ha un direttore di orchestra dotato di un completo pacchetto tecnico: pilota, tecnico, manager. Oltre che collega ed amico.

Il verdetto: presente & passato, risultato alla pari


Bassani e Mauri sono pronti allo sbarco di Assen, sede della quinta tappa stagionale. La SBK approda in Olanda e Motocorsa affronterà il debutto iridato, poiché il Van Drenthe non ha ospitato le derivate nel 2020 e la formazione lombarda è al suo secona anno completo. Tra l'altro, nell'Università a due ruote, Lorenzo centrò una vittoria formidabile.

Guidava la Ducati 996 del team Pedercini e riuscì a battere i rappresentanti locali: "Come sono cambiate le corse" appunta "le moto, le gomme. La mentalità. Diciamo che non esiste più facile o più difficile. Ogni cosa ha le proprie caratteristiche".

L'esperto, fortissimo nella sua carriera, specialmente in Superstock - come dimostra il successo siglato 2001 nella cattedrale olandese - sarebbe andato forte pure oggi? Testimoni oculari suggeriscono quanto e come ancora se la cavi benissimo. Il giovane, avrebbe ben figurato anche venti anni fa? Sì, perché il talento non ha epoche. Perciò, Axel e Lorenzo, "sfida" conclusa alla pari.

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