SBK Navarra, Locatelli: "Mi sento un uomo, non più un ragazzino"

SBK Navarra, Locatelli: "Mi sento un uomo, non più un ragazzino"© GPAgency

Andrea sintetizza il weekend spagnolo ed il suo anno da rookie: "So gestire la pressione, forse anche grazie all'esperienza maturata nel Motomondiale. Tre quarti posti sono buoni, ma io ho nel mirino Razgatlioglu, Rea e Redding"

22 agosto

Quarto, quarto, quarto. Questi i piazzamenti ottenuti da Andrea Locatelli nella SBK di Navarra. Il pilota del team Pata with Birxx ha guidato la sua Yamaha R1, portandola nuovamente nella lista delle moto protagoniste di tappa. Con 151 punti, adesso il bergamasco è quinto nella classifica generale.

Ottimi riscontri per un campione del Mondo in carica, tuttavia Supersport. Per lui, il 2021 è un anno da rookie: "Infatti - le sue parole - quando facevo i test, non mi immaginavo di poter cogliere certi risultati. Il fatto è che sto crescendo un passo alla volta, misurando ogni mossa".

Andrea svela un dettaglio: "Mi sono sempre detto quanto fosse inutile provare una zampata aggressiva, senza sapere se sarei rimasto in piedi. Ecco perchè sto scoprendo il limite della moto con tecnica e metodo. Ogni volta che esco dai box, imparo qualcosa di nuovo".

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Considerando i gradini già calcati ad Assen e Most, il Loka voleva di più: "Sì, certo - conferma - sempre voglio di più. Ma qui va bene pure così: non avevo mai gareggiato su questa pista, così piena di buche. A volte mi sembrava si chiudesse l'anteriore, invece, rimanevo in sella".

Ciò ha un preciso significato: "Vuol dire che il limite sia ancora più in alto - spiega - ed io ci arriverò. Ho davanti a me tre avversari: Razgatlioglu, Rea e Redding. Tre campioni messi nel mirino da qualche settimana, cioè, da quando viaggio davvero forte. La mia prima caratteristica è di non soffrire alcuna pressione. Infatti, a Magny-Cours desidero salire ancora in alto".

Sembra, invece, che Rinaldi ne stia patendo: "Sono amico di Michael Ruben, lo conosco bene - svela - tuttavia non so come stia vivendo l'investitura di corridore Factory. Io sto bene, con la squadra mi sento coeso, il clima nel garage è disteso. La cosa bella è il mio stato emotivo: mi sento un uomo, non più un ragazzino".

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