Il circuito Angel Nieto di Jerez de la Fronterà è pronto ad ospitare la SBK, per un decimo round stagionale attesissimo in termini di spettacolo ed incertezza di risultato. L'aspetto per il quale si va sul sicuro è rappresentato dagli impianti frenanti con Brembo a farla da padrone.

L'azienda lombarda, come sempre, svela i dati raccolti su ogni circuito iridato. Nel caso della tappa andalusa, fa notare come le staccate più violente debbano essere affrontate dai piloti nei punti con il numero 1 e 6, ovvero, alla fine dei due rettifili principali.

Nel primo caso le moto passano dai quasi 270 chilometri orari ai soli 87, in una manovra delicata, poiché in leggera salita e poi subito in piega, a destra. Spazi di arresto, sforzo sulla leva, tempo richiesto e valori complessivi rientrano tra i più probanti del campionato. Simile è l'ingresso alla Dry Sack, con l'arrivo in discesa dopo un importante scollinamento.

I piloti SBK (e non solo loro) adorano guidare a Jerez


Consultando i dati, notiamo quanti siano i punti di frenata: ben 10 e tutti diversi tra loro. La pista andalusa piace molto ai piloti e, tra le altre cose, è sede di test e lanci stampa. Avendo tanti punti in cui frenare, i sorpassi sono agevolati, purché la moto maneggevole, stabile e ben bilanciata.

Come detto, le decelerazioni indicate nei punti numero 1 e 6 sono tra le più impegnative in assoluto. Basti pensare che gli sforzi energetici sono di 1,5 e 1,4 g. Però, non che le altre sezioni del tracciato siano da sottovalutare: le pendenze, le velocità ed i banking rendono tutto complicato e divertente.

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