Il circuito di Portimao è osso duro per i team che già lo conoscono, figuriamoci per chi come B-Max Racing vi giungeva per la prima volta. Il debutto nella SBK iridata della squadra romana è avvenuto nello scorso weekend, con in azione il pilota titolare Gabriele Ruiu.

Giovane ammirato nel National Trophy e nel Campionato Italiano Velocità. Proprio con una fiammante M1000 RR allestita da regolamento tricolore il numero 18 ha diviso la pista con Toprak Razgatlioglu, Johnny Rea e Scott Redding. La BMW dai colori nero, giallo e bianco aveva sotto le carene una preparazione decisamente più economica (o meno costosa, decidete voi) di quelle richieste dalle moto rivali, tra cui le pari marca di Michael Van Der Mark ed Eugene Laverty.

I conti non tornano. Anzi, tornano


Se un "mezzo" allestito per correre nel Mondiale sfiora i 200.000 euro - dipende dal modello in questione - la cavalcatura di Ruiu non arriva a metà prezzo. Nel senso che se tocca quota 100.000 è già tanto: motore stock o quasi, forcellone e cerchi di serie, elettronica MoTec "basica", usata dai tutti nei confini italiani.

Proprio quest'ultima voce è tra le più esigenti, ma il B-Max Racing ha comunque ben figurato nonostante l'assenza di possibilità quali la personalizzazione di strategie e mappe dedicate ad ogni curva. E di curve, l'Autodromo do Algarve ne ha, eccome se ne ha.

E vanno conosciute: senza svolgere test preliminari e gettandosi nella mischia, Gabriele e la formazione laziale si sono distinti positivamente: sulla moto giusto qualche... aggiustamento, tipo il serbatoio, più capiente e dalla portata per gare più lunghe rispetto alle manche tricolori. Per il resto, solo gas.

Idea per una SBK futura? Perché no


Dunque dunque, per evitare di fare i conti della serva, stiliamo un discorso generico: le SBK economiche non sono. Parlando di costo vivo per la preparazione, non ci si limita a 200.000 euro a motocicletta. Vanno aggiunto i costi di personale, sviluppo e revisione. Per esempio. In molti si chiedono se ne valga la pena. A voi la parola.

Tralasciando i viaggi ed "amenità" quali hospitality, ombrelline (per noi non guastano, anzi, quando ritornano nel paddock?) e lussi vari, soffermiamoci alle prestazioni offerte da Ruiu in Portogallo. Siamo certi di una cosa: con almeno un test preliminare, Gabriele avrebbe fatto meglio del già interessante spunto offertoci. Praticamente, per lui tempi non distanti e meno soldi spesi rispetto alla concorrenza.

Magari la zona punti, un punto da quindicesimo posto, perché no? Di più non sappiamo dire, è inutile avventare ipotesi esagerate o pronostici a posteriori. La cosa sicura è che la M1000 RR sarebbe stata più efficace in Superpole - dove ha accusato una piccola noia - e sul passo. In barba a chi spende cifre folli e raccoglie poco.

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