SBK, riscossa Kawasaki: la rinvigorita Ninja basterà a Rea?

SBK, riscossa Kawasaki: la rinvigorita Ninja basterà a Rea?© GPAgency

Dopo sei titoli consecutivi vinti, il nordirlandese ha ceduto lo scetto a Razgatlioglu e Yamaha. Il KRT Provec sta preparando una ZX-10RR rivista in tanti particolari, tra cui i giri motore. Johnny si riprenderà il numero 1?

6 giorni fa

Freschino la fuori, nevvero?! Sarebbe il caso di svernare altrove, magari in posti un po' più miti e soleggiati. Potremmo scegliere Jerez de la Frontera, ad esempio, non fredda ma nemmeno eccessivamente calda. Sì, l'Angel Nieto è un luogo (quasi, salvo acquazzoni poco simpatici) perfetto se si vogliono tenere test SBK probanti e indicativi.

Lo farà Kawasaki, previo il Provec KRT. La formazione ufficiale, legata direttamente ad Akashi, ha già lavorato prima che arrivasse Natale, ora è pronta a continuare. Urge rimboccarsi le maniche: dopo sei stagioni consecutive di allori, più il 2013 vincente con Tom Sykes, Johnny Rea ha "ceduto" il titolo alla Yamaha di Toprak Razgatlioglu. No, no, alla compagine verde conviene reagire, e presto.

I giri della discordia


Partiamo da un punto: appena prima dello start 2021, Kawasaki ha ricevuto la mazzata sul collo: dal rinnovato propulsore della ZX-10RR, andavano tolti 600 giri di allungo massimo. Al di là del danno in termini di velocità e potenza, Johnny e Alex hanno subito capito che, per effettuare sorpassi, la soluzione sarebbe stata ricercata nella fase di staccata.

La squadra ha operato su rapporti del cambio, elettronica e rivisitazione dell'arco di coppia, agendo su ingranaggi, mappature e assetti del retrotreno, nell'obiettivo di scaricare a terra ogni singolo cavallo disponibile. Il maggiorato airbox, l'aerodinamica più efficace hanno fatto quanto potuto: i due britannici erano sempre al limite, spesso oltre.

Sicché, il team - in combutta con il reparto corse della Casa - si è concentrato proprio sul quattro cilindri in linea, atteso presto nuovamente in pista, per riscontri da verficare sul campo. Perciò, piloti e tecnici sperano che la versione 2022 (che non è un nuovo modello, ma una evoluzione dello scorso) abbia il potenziale per soddisfare tali richieste: picco di giri motore alto, al livello della concorrenza.

La fame di Johnny, la necessità di Alex


Ora, parliamo dei piloti ufficiali, cioè, gli unici del lotto Kawasaki che possano ambire al titolo. Johnny sarà più forte che mai, non pensate? Lo spieghiamo qui: al di là della già notevole stagione 2021, durante la quale hanno pesato tre cadute di troppo, il nordirlandese si è sempre dimostrato in forma e veloce.

Lasciare lo scetto a Razgatlioglu piacere non gli ha fatto, ma nemmeno dispiacere: Rea ha ammesso che, se proprio doveva perdere, meglio farlo contro uno dal vero valore. Così è andata, adesso si pensa al 2022. Non avendo niente da perdere, il nativo di Ballymena darà tutto e anche di più, sapendo che la pressione sarà sulle spalle di Toprak.

Alex, dal canto suo, cerca conferme future. Il suo bilancio,  nei due anni verdi, dice una vittoria e sette podi. Poco, se paragonato allo score segnato dal compagno di garage. Lowes, però, è stato sfortunato: quando è caduto, si è fatto male. Questa stagione è, quindi, fondamentale nel mantenimento del posto in squadra.

Kawasaki (ri)vuole il titolo SBK. Ma anche le rivali lo vogliono


Qui siamo nel campo dell'ovvio: Kawasaki desidera tornare al top. Cio significa che la Verdona deve essere in prima posizione della classifica piloti, in quella costruttori e nella graduatoria riservata ai team: Facile, no?! Difficile, ma già fatto.

Ecco perché Akashi preme e l'Europa risponde. L'asse nippo-catalana sa che Rea si giocherà tanto, forse tutto, dopo la disfatta 2021. L'ovvietà è questa: la Ninja dovrà vedersela con moto e piloti altrettanto ambiziosi. Ducati punta (anche) su Alvaro Bautista, BMW ha preso Scott Redding per cercare il salto di qualità, Honda ribalta completamente il progetto, con la voglia di arrivare in alto.

Ah, già. Ok. E Yamaha? Bè, loro sono i vincenti. Ovviamente, ci ripetiamo, partono per conquistare nuovamente il titolo SBK. Razga nulla regalerà e, se non penserà troppo alla MotoGP, si rivelerà osso ancor più duro da mordere. Un mastino come lui, con tanto di compagni fortissimi, sono il maggior grattacapo di Johnny Rea.

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