Max torna a correre a 44 anni. Anzi, 43 e 360 giorni per essere precisi (il romano compie gli anni il 26 giugno). La sua ultima gara in Superbike risale a Magny Cours 2012, quando grazie a un quinto posto riuscì a conquistare il suo secondo titolo mondiale nelle derivate con mezzo punto di vantaggio su Sykes. Domenica prossima i due saranno nuovamente l'uno contro l'altro in sella all'Aprilia e alla Kawasaki, ma nel frattempo ne è passata di acqua sotto i ponti e parecchie cose sono cambiate, a partire dalla RSV4, adattata ai nuovi regolamenti. Ora l'uomo da battere è "l'altro" pilota Kawa, Johnny Rea e Biaggi non punta più a nessun titolo, ma a divertirsi e divertire: “E’ davvero una grande emozione per me ritornare in gara - ha dichiarato - assaporare di nuovo l’adrenalina della competizione, a maggior ragione su un circuito per me speciale come Misano. Nella mia attività di tester sto aiutando Aprilia a sviluppare la nuova RSV4 RF, lavorando molto bene con i ragazzi che conosco e che ormai mi capiscono al primo sguardo. La wild card è una 'ciliegina sulla torta' se vogliamo, una occasione nella quale punto sicuramente a dare il massimo. Sono anche ben conscio delle difficoltà, gli avversari sono in grande forma e per me non sarà affatto facile. L’obiettivo è innanzitutto quello di divertirsi, non pronostico alcun risultato ma darò il 100% per far sorridere la Aprilia, i tifosi, gli appassionati. Domenica dopo Gara2 tireremo le somme”. Tutto qui? Il campione non è mai stato un espansivo, almeno coi media e inoltre sarebbe stato ben strano se invece della prudenza avesse dichiarato di correre a Misano per salire sul podio. Il Corsaro Nero potrà giocarsela alla pari con gli altri top riders in attività? Difficile dirlo: negli ultimi test a Misano è andato come una scheggia e Max si tiene costantemente in sella, ma un conto è l'attività di collaudatore e un'altra il correre in gara per vincere contro piloti al top della forma. L'unico cosa da fare è sedersi in poltrona e, al pari delle ultime "comparsate" del grande Troy Bayliss, godersi lo spettacolo. Francesco Colla