Gara1 di Sepang è partita sotto un caldo umido e con l’incognita della tenuta delle gomme, su una pista completamente rinnovata sia nell’asfalto che nel disegno di alcune curve.

LOWES, CHE SCATTO! - Al via è Lowes, con la Yamaha, a scattare più veloce di tutti ma dopo poche curve, il “distruttore” di record, Tom Sykes prende la testa seguito, subito dopo, sia da Rea che da Davies. 
Alle spalle del terzetto, Lowes prova a tenere il passo insieme a Giugliano e alle coppie Honda (Van der Mark e Hayden) e BMW Althea (Torres e Reiterberger).
Più in difficoltà, sin dalle prime curve, sia Savadori che De Angelis con le Aprilia IodaRacing mentre sorprende West con la Kawasaki Pedercini.

SYKES, INIZIA LO SHOW - Dal secondo giro in poi, inizia lo show di Sykes: Tom “martella” sul passo del 2’04” alto e inizia ad avvantaggiarsi rispetto ai due rivali per il titolo, Rea e Davies, che procedono a “braccetto”. Il britannico è in forma, vuole dimostrare alla Kawasaki di meritarsi un rinnovo (adeguato) come Jonathan e guida in modo fantastico. Arriva ad avere tre secondi di vantaggio a metà gara e nel finale addirittura cinque, passando sotto la bandiera a scacchi senza esplodere di gioia: in carena, con lo sguardo rivolto verso il suo muretto. Della serie: “mi avete visto? Quando sono in condizione posso farlo…”.

REA SODDISFATTO, DAVIES MENO - Con questo trionfo perentorio, Tom recupera cinque punti in classifica su Rea. Che finisce secondo e che, arrivato sotto il podio, addirittura si complimenta con Sykes abbracciandolo. Mai successo, negli ultimi tempi. Jonathan ha limitato i danni: vero che ha perso qualche punto su Sykes ma è ancora piuttosto avanti nel mondiale, a più 62 dal compagno. Oggi gli interessava fare meglio di Davies, che forse considera il suo vero rivale per il 2016. Tornato a meno 39.
Gli ha guadagnato altri quattro punti, importanti dopo la doppietta centrata a Imola dal ducatista. Chaz ha sofferto, oggi, con una Ducati che (a suo dire) non ne voleva sapere di fare le curve. Ha chiuso terzo, ancora una volta sul podio e domani cercherà il miracolo per tenere il passo delle due “verdone”.

TORRES E BMW, CHE CRESCITA! - Quarto si è piazzato Jordi Torres. Lo spagnolo è sempre più protagonista di questa Superbike con la BMW del Team Althea. Che ha un gran motore, che è ben equilibrata nella ciclistica e che, stavolta, Jordi è riuscito a sfruttare sin dalle prime battute. Ha concretizzato al meglio una rimonta importante dalla nona piazza, liberandosi nell’ordine di Van der Mark, Hayden, Giugliano, Lowes e anche del suo compagno di squadra Reiterberger. 

SFORTUNA REITERBERGER - Markus aveva fatto una gara fotocopia di quella di Torres. I due portacolori BMW sono andati in “parallelo” per tre quarti di gara. Reiterberger addirittura meglio di Jordi, perché era quarto prima che un problema tecnico sulla sua moto in pieno rettilineo gli facesse dire addio al possibile miglior risultato in carriera in Superbike. 

HAYDEN-GIUGLIANO, GOMMA SBAGLIATA? - Quinto è finito Lowes, che dopo un inizio spettacolare e un errore in staccata, è risalito forte dalla nona piazza, facendosi perdonare nel migliore dei modi. Ha preceduto sul traguardo Davide Giugliano, che insieme a Nicky Hayden (ottavo sul traguardo dietro al compagno Van der Mark) ha pagato una scelta errata di gomma posteriore. Troppo morbide, quella dello statunitense e quella del romano della Ducati.

APRILIA KO - Da segnalare le scivolate delle due Aprilia di De Angelis e Savadori e il tredicesimo posto (in zona punti) della wild-card Luca Scassa, con la Panigale del Team VFT Racing.