I grandi campioni si distinguono anche per l’intelligenza tattica e la freddezza. Jonathan Rea, iridato nel 2015 e in testa alla classifica Superbike anche quest’anno dopo sei round, è certamente uno di questi.

ACCONTENTARSI - In Malesia, ha dovuto “digerire” la spettacolare Superpole del compagno di squadra Tom Sykes la mattina del sabato e in gara1, invece di strafare, è rimasto lucido fino all’ultima curva. Sull’asfalto asciutto, ha cercato nei primi giri di tenere la scia della Kawasaki numero 66 ma quando ha visto che Sykes aveva un altro passo, non ha rischiato: concentrato sulla classifica generale, ha pensato bene di gestire il secondo posto e di controllare il diretto rivale per il campionato, Davies, al terzo. Una strategia vincente, che sotto la bandiera a scacchi gli ha permesso di allungare in classifica di altri 4 punti.

COSTANZA - Stesso discorso per quanto riguarda gara2. Sull’asfalto bagnato, Rea non è stato in grado di contenere ne il vincitore, Hayden, ne Davide Giugliano ma dopo un momento di “appannamento” è riuscito ad avere la meglio su Davies, centrando il terzo posto e distanziando il rivale in campionato di altri 3 punti. 
Dei tre probabili pretendenti al titolo 2016, Jonathan è stato ancora una volta il più costante: un secondo e un terzo posto, contro il terzo e il quarto di Davies e il primo e il nono di Sykes. 
La differenza, in favore di Rea, sta tutta qui: capacità di adattarsi alle differenti condizioni di guida, di ritrovarsi costantemente al top (finora, in 12 manche, è finito sempre su uno dei tre gradini del podio) e di accontentarsi senza dover per forza strafare.
Saranno queste le armi vincenti del nordirlandese anche per il 2016? Per ora sappiamo solo guarda tutti dall’alto. Davies è lontano 42 punti, Sykes addirittura 70.