Potremmo dire che l’asfalto bagnato gli ha dato una mano e che in condizioni normali non avrebbe chiuso gara2 di Sepang in seconda posizione, ad un soffio dalla vittoria.

MANICO - Potremmo. Ma potremmo anche dire che sull’acqua ci vogliono sensibilità di guida, coraggio e “testa”. Che a Sepang, Davide Giugliano ha battuto piloti da sempre molto forti in condizioni di asfalto difficili come i britannici Rea, Davies e Sykes, come l’olandese Van der Mark o come un “mago della pioggia” come Anthony West. 

CONSISTENTE - Del romano, in Malesia, hanno stupito la consistenza e la voglia di reagire. Dopo una gara1 condizionata da una scelta probabilmente sbagliata della gomma posteriore (troppo morbida) in gara2, Davide ha messo da parte gli alibi ed ha pensato solo ad essere il più veloce di tutti. 

PASSATO - Il più veloce lo è stato (visti i tempi sul giro), piegando e rialzando la sua Panigale in modo efficace e senza mai guardarsi indietro. Stavolta è andato oltre le “sbacchettate”. Ha saputo controllarla al meglio, non si è fatto prendere dalla foga nei momenti dei sorpassi (escluso uno, piuttosto deciso ma pulito, sul suo compagno di squadra Davies) e probabilmente, in tutti i 16 giri di gara, si è lasciato alle spalle i dolori e le paure di un infortunio che ha condizionato, non poco, il suo ultimo anno di gare.

SFIDA IN CASA - Davide ha grinta da vendere ma a volte può accadere anche ai caratteri più forti che il morale finisca sotto i tacchi. Per tutta una serie di motivi. E’ tornato sul podio, finendo davanti al compagno di squadra Davies. Con il quale ha, si, un ottimo rapporto ma che è pur sempre un rivale. Troppo spesso davanti a lui, negli ultimi round. 

PROSSIMO OBIETTIVO - Serviva come il pane, questo secondo posto. Per il morale e per convincere Ducati, se mai ce ne fosse bisogno, a proporgli di nuovo un contratto per le prossime stagioni. 
Il sogno di gara2 a Sepang, non troppo nascosto, sarebbe stato agguantare Hayden e passare per primo sotto la bandiera a scacchi. Per la prima volta da quando corre nella classe regina delle derivate di serie. E’ un traguardo che ancora gli manca e che potrebbe “sbloccarlo” definitivamente. Per ora è tornato a casa con una coppa importante, tra due settimane ci riproverà a Donington. Su una pista che, in passato, non gli è stata troppo amica: due quarti posti in otto manche disputate. E’ ora di invertire la tendenza.