SBK Donington, gara1: Sykes supera… Fogarty. Giugliano è grande

SBK Donington, gara1: Sykes supera… Fogarty. Giugliano è grande

Il britannico fa la differenza nel finale, stacca il romano della Ducati e raggiunge quota 7 vittorie a Donigton. Una in più della “leggenda”. Terzo Rea con problemi al cambio, Savadori sesto. Davies out

28 maggio 2016

Al via parte forte Davies, seguito da Sykes e da Giugliano che recupera subito due posizioni dalla griglia di partenza. Poi Rea, Savadori e un grande Beaubier con la Yamaha Pata che però scivola all’ultima curva prima del rettilineo del primo passaggio.

DAVIES SUBITO DAVANTI - Giugliano va forte e entra deciso su Sykes (passato poi anche da Rea) proprio all’ultima curva, mettendosi subito in “caccia” del compagno di squadra Davies. I tre sembrano avere una marcia in più nelle prime fasi, mentre più in difficoltà sembra Sykes, seguito da Savadori e Torres.

DAVIES SCIVOLA – Al secondo passaggio Rea commette due errori consecutivi in staccata e perde qualcosa sulle due Ducati, mentre Davies prende qualche metro di vantaggio sul compagno di squadra. Dopo poche curve, però, il terzetto di testa si ricompone ma il primo colpo di scena arriva a 18 giri dal termine: Davies arriva largo all’ultima curva, perde l’anteriore e scivola, ripartendo poi in sedicesima posizione.

ERRORE DI REA - E’ Giugliano, quindi, a prendere in mano la testa della gara, seguito a ruota da Rea e Sykes. Dietro, Savadori controlla a distanza Camier, Hayden e Torres. A quindici giri dal termine, sempre nell’ultima curva, stavolta è Rea a sbagliare: arriva lungo e non cade per un soffio, rientrando in pista in quarta piazza alle spalle di Savadori. Dopo poche curve, il campione del mondo si “libera” dell’alfiere Aprilia, iniziando la rincorsa alla coppia di testa formata da Giugliano e Sykes.

ELASTICO - Rea Arriva fino a 4”200 ma a dieci giri dal termine, i due davanti riportano il vantaggio ad oltre cinque secondi, facendo capire al campione del mondo e agli aversari che saranno loro a giocarsi la vittoria fin sotto la bandiera a scacchi. Intanto Davies recupera fino alla nona posizione, passando in poche curve sia Abraham, che West che De Angelis (caduto nel tentativo di superare l’australiano e portando lo stesso West fuori pista.

DAVIES ANCORA FUORI - La rincorsa di Davies, però, dura poco perché il britannico perde ancora l’anteriore in “alleggerimento” e finisce di nuovo in terra. Stavolta senza poter rientrare in pista. Una brutta “botta” per la sua rincorsa al titolo. A otto giri dalla fine, Sykes passa Giugliano in staccata ma arriva largo e il romano si riprende la testa. Rea, intanto, sembra doversi accontentare della terza piazza: arriva lungo ancora una volta a causa di un salto di marcia e dice addio definitivamente ai sogni di gloria.

PASSA SYKES - Il finale è incandescente: Sykes ci riprova in staccata, chiudendo bene Giugliano all’esterno e si presenta per primo sul rettilineo dei sei giri alla fine. Tom è in grado di fare la differenza: prende subito qualche metro di vantaggio su Giugliano, che si trasformano in un oltre secondo a tre giri dalla fine. Non cambia nulla fino alla bandiera a scacchi: Sykes, come da pronostico, vince una gara meritata in cui ha fatto la differenza nelle fasi finali.

DAVIDE E’ TORNATO - Splendida la gara di Giugliano, che dopo il secondo posto “bagnato” di Sepang si conferma anche sull’asciutto. Possiamo dirlo: Davide è tornato. Ha trovato un’ottima messa a punto generale, guida in modo efficace la sua Panigale, è deciso nei sorpassi e la sua sarà una seconda parte di stagione tutta da vedere. 
Bravo Rea, che nonostante i problemi in staccata (accusati anche a Le Mans) è riuscito a limitare i danni, conquistando punti importanti per una classifica che, dopo il ko di Davies, lo vede sempre più dominatore a +58 punti.

BRAVO SAVADORI - La lotta a tre per la quarta piazza è andata a Leon Camier, bravo a sfruttare al meglio l’aria di “casa” e a portare ancora una volta al top la MV Agusta. Alle sue spalle Hayden e un ottimo Lorenzo Savadori, che “paga” un lungo al tornantino che gli ha fatto perdere due posizioni nel finale. Chiudono la top ten Torres, Van der Mark, Abraham e West.

L'ORDINE D'ARRIVO

LA CLASSIFICA MONDIALE

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