Quest'anno le prestazioni del team ufficiale Ducati in Superbike sono state caratterizzate da alti e bassi: i progressi della moto che fino alla scorsa stagione doveva ancora conquistare la sua prima vittoria e, d'altra parte, i limiti incontrati da Chaz Davies. “Per vincere il campionato devi vincere le gare e per vincere le gare si deve spingere”, dice il gallese.
 
Quindi, dopo una prima vittoria per la Ducati 1199 Panigale R nel 2015 - e di più a seguire – sono cambiate le regole del gioco, con l'obbietivo di diventare vincitori regolari e contendenti al titolo fin dall'inizio.
 
"Il nostro obiettivo è, era e continua ad essere quello di tornare al top del campionato", dice Ernesto Marinelli - Direttore del progetto Superbike. “Non è per niente facile da fare, ma quest'anno penso che abbiamo dimostrato che siamo stati in grado di lottare per il podio ogni fine settimana. Questo è positivo da un lato perché dimostra che il progetto è ancora in evoluzione, ma poi il nostro obiettivo dev’essere quello di lottare per il campionato, fino all'ultima gara”.
 
La scorsa stagione al Motorland Aragon il team Ducati ha centrato la prima vittoria con quella moto, in Gara 1. Poi  Chaz Davies ha firmato la doppietta quello stesso giorno. Anche quest'anno sul quel tracciato Davies ha siglato un’altra doppietta e ha guidato con il nuovo scarico.
 
"Lo scarico è stato uno dei nuovi elementi sviluppati che abbiamo provato per la prima volta ad Aragon", spiega Marinelli, intervistato da WorldSBK.com. "Non solo - ci sono state altre cose che hanno contribuito - ma questo è stato sicuramente il nostro punto di svolta e dove abbiamo fatto un passo in avanti. Dopo, abbiamo introdotto altri elementi gara dopo gara, e la nostra prestazione è migliorata. Naturalmente i nostri avversari stanno facendo la stessa cosa, lo sviluppo è qualcosa che non si ferma mai e va sempre avanti”.
 
Con la moto che è in costante evoluzione, cosa pensa Marinelli dei suoi piloti?
 
"Chaz è un pilota che dà sempre il 150%, e vuole vincere ogni fine settimana", dice l'italiano del gallese. "Così, quando si arriva al limite, il rischio di andare un po' oltre è sempre lì. La linea tra l'essere un eroe in una gara o fare un errore è molto sottile. Sappiamo che questo può accadere nelle corse. Naturalmente speriamo di non vederne molti perché in una lotta al Campionato, si possono perdere molti punti a causa di un incidente ed è poi difficile recuperarne. Detto questo, siamo felici di avere un pilota che è così tanto affamato di vittorie”.
 
Davide Giugliano ha avuto una stagione completamente diversa da quella del suo compagno di squadra. Dopo le due cadute della scorsa stagione che l’hanno tenuto per molto tempo lontano dalla pista, l'italiano è ora tornato nuovamente in forma ed è stato abitualmente sul podio, anche se non ha ancora ottenuto una vittoria e Marinelli pensa che sia solo una questione di tempo.
 
"Le due cadute dell'anno scorso l’hanno davvero penalizzato molto", dice Marinelli a proposito di Davide Giugliano "A un pilota, quando succede un incidente del genere - anche una sola volta - è difficile andare avanti. Lui ne ha avuti due nella stessa stagione ed è stato qualcosa che ha lasciato il segno. Ma Davide è un guerriero. Anche l'anno scorso quando è tornato dopo l’infortunio rimediato a Phillip Island, ha firmato la pole position a Imola ed era salito sul podio. Ha molto talento. Quest'anno abbiamo cercato di costruire il fine settimana in maniera più conservativa – stando un po' meno concentrati sul tempo del giro e più sulla lunga distanza e sul ritmo - e finora sta andando bene. È salito sul podio o ha lottato per quello. Gli manca ancora la vittoria, ma penso che sia qualcosa che dovrebbe arrivare presto. Penso che a Sepang e Donington, senza l'ombra di quanto successo l'anno scorso, avrebbe spinto un po’ di più e avrebbe avuto la vittoria già in tasca. Detto questo, non è facile e non si sa mai cosa sarebbe successo”.
 
Sono rimasti quattro round in questo 2016 per cambiare la statistica prima della fine della stagione, con Davies e Giugliano concentrati con fermezza su come ottenere il massimo dei punti, dei podi e delle vittorie. La Panigale ha vinto poco più di un anno fa la sua prima gara e Marinelli pensa che oggi sia una moto che potrebbe sempre riuscirci.
 
"La nostra moto è ora molto equilibrata ed è competitiva su qualsiasi tracciato in qualsiasi condizione", conferma Marinelli. "Ma è un campionato molto competitivo e anche Kawasaki ha una buona moto, con ottimi piloti come noi, quindi è una sfida difficile. Ci sono state alcune gare in cui siamo stati imbattibili, e altre in cui loro sono stati veramente forti. Sicuramente abbiamo un pacchetto che ci permette di lottare per la vittoria ogni fine settimana - e la vittoria è l'unica ragione per cui corriamo”.
 
Con questo obiettivo in mente, il team Ducati sarà di nuovo in pista al Laustizring nel mese di settembre per il decimo round.