Nessuna sorpresa in Francia per il round della superbike di Magny Cours, quantomeno per la composizione della prima fila dello schieramento dopo la Superpole 2, che vedrà i tre leader del Mondiale posizionati così come si trovano in classifica. Dopo le FP3 in cui ha iniziato a piovere a 15 minuti dalla fine, Jonathan Rea scatterà dalla prima casella, unico sceso sotto il muro dell’1:53, seguito dal compagno di squadra Tom Sykes a cui ha rifilato sette decimi. Dietro le due Kawasaki si è posizionata la Ducati di Chaz Davies, staccata di 1,2 secondi. La sessione è stata caratterizzata da una pista molto bagnata all’inizo, che andava via via asciugandosi, con i tempi che scendevano di giro in giro.

La seconda fila sarà composta invece da Guintoli, Camier e Van Der Mark, seguiti da Hayden, Savadori, Lagrive – sorprendente al debutto sulla Kawasaki - e Fores. Brutte notizie per Davide Giugliano che non è riuscito a entrare nella Superpole 2. Il pilota romano è scivolato all’inizio della Superpole 1 dopo pochi metri, al tornantino Adelaide a bassissima velocità. Una caduta dovuta all’asfalto molto scivoloso e alle gomme fredde che tuttavia l’ha portato a picchiare sulla stessa spalla già indolenzita. Un infortunio che purtroppo non gli consentirà di prendere parte a gara 1.

Di seguito le dichiarazioni dei primi tre classificati in Superpole 2

Sykes Ho ritrovato un buon feeling sul bagnato, abbiamo fatto alcuni miglioramenti sulla moto, con un set-up di base che mi ha consentito di avere un bel feeling. Vedremo in gara, perché quando la pioggia diminuisce le gomme si rovinano in fretta

Rea Non credo che il mio ritmo sia imbattibile. Ad ogni modo il meteo è molto strano perché non è completamente bagnato e le condizioni cambiano continuamente. Quindi sarà una gara molto difficile perché con le rain e la pista che si asciuga c’è da avere paura.

Davies Sono molto contento per la prima fila, ma adesso il problema principale è il tempo, capire se piove oppure no. Abbiamo fatto dei passi avanti rispetto al Lausitzring ma questo non basta, dobbiamo lavorare e fare molto di più”.