"Mi ricordo di aver avuto un attimo di debolezza, prima di Phillip Island, all'inizio dell'anno, e di aver detto, parlando con mia moglie: 'quest'anno non potrei mai vincere un campionato'. Era un brutto periodo perché mio figlio piccolo, Tyler, soffriva di una forte forma di reflusso silenzioso dalla nascita, e non gli era ancora stata diagnosticata: stava molto male e non dormiva mai. Era un incubo", con queste parole Jonathan Rea ha spiegato a WorldSBK.com il suo inizio di stagione. "Poi quando i medici hanno scoperto cosa aveva e hanno iniziato a curarlo adeguatamente sono passati comunque 6-7 mesi prima che guarisse. Ha iniziato a dormire felicemente a metà stagione. Ora sta rescendo, è sempre più maturo e la vita è molto più facile e serena. Sono felice di poter iniziare la prossima stagione sapendo che abbiamo trovato un buon equilibrio tra la vita in pista e la vita a casa".

Il suo principale rivale verso la fine della stagione è stato Chaz Davies.

"Ha guidato incredibilmente bene, e la moto non è sicuramente alla fine dello sviluppo perché stanno ancora migliorando, ma hanno già molta esperienza", ha detto Rea.

"Ognuno inizia a gennaio con un obiettivo comune, che non quello è di vincere il maggior numero di gare o giri più veloci o pole position. Tre, quattro piloti vogliono diventare campioni del mondo. Quindi è importante mantenere questo obiettivo in mente. Quando abbiamo avuto un buon vantaggio la mia mentalità è cambiata un po'. Serviva gestire le gare con intelligenza, e quando c'è stato da accettare un terzo posto lo abbiamo fatto.  Stessa cosa quando Chaz ha fatto dei weekend incredibili ad Aragon e Imola. Poi ha fatto un sacco di errori, come perdere insolitamente l'anteriore. Sembrava che più l'emozione cresceva, tanti più errori commetteva. Quando Chaz ha accettato l'idea che non poteva vincere il campionato, avendo quasi 100 punti di distacco, si è visto che correre senza la pressione di vincere un titolo è ben diverso.

"Ma ci sono molte ragioni per cui loro sono stati così forti nell'ultima parte dell'anno: hanno fatto tre test chiave nella pausa estiva, mentre noi in quel periodo non siamo più saliti in moto. Ma c'è una ragione: noi a quel punto stavamo dominando il campionato, non solo io, ma anche Tom, eravamo primo e secondo in campionato con le nuove moto. Quindi dobbiamo imparare da questi errori commessi", commenta Rea.

Con il titolo numero due al suo attivo, quali sono le prospettive di Jonathan Rea?

"Si parla di me come campione, ma non è tutto", dice Rea. "Intendo dire che molti piloti possono diventare campioni. Penso che il campionato è ad un livello molto competitivo e ogni pilota e ogni costruttore può trovare il momento favorevole. Ma con tanti piloti e tanti costruttori in più si aggiunge molto pepe, e sarà davvero emozionante per me cercare di difendere il mio numero uno", conclude Jonathan Rea.