Andrea Dosoli è carico e motivato al termine della presentazione dei team Yamaha per la stagione 2017, andata in scena a Gerno di Lesmo. La rinnovata YZ R1M, i test e l’approccio dei piloti lo rendono anche sereno e confortato: “La moto è cambiata sotto moltissimi aspetti - dice il Road Racing Project Manager Yamaha Motor Europe N.V. - partivamo da una buona base, una moto veloce e performante ma nel corso della stagione la moto si è anche rivelata robusta e solida fino a conquistare il podio in Qatar. Ora è ulteriormente rinnovata. Da parte nostra, da parte di Yamaha daremo un maggior supporto al team per migliorare ancora”. 

E’ SUBITO FEELING - Decisamente felice la new entry del team, l’olandese Michael van der Mark: “La prima differenza che è trovato è stata nel telaio, molto ben fatto ed equilibrato. Ma anche il motore mi è piaciuto molto perché si è rivelato potente, ma molto progressivo, senza buchi. Davvero, sin dai primissimi giri ho subito sentito confidenza con la moto, mi ha trasmesso grande feeling. Però non ho mai spinto al massimo: il mio obiettivo è stato quello di girare sempre di più per acquisire più dati ed informazioni sulla moto. Sono contento dei test fatti, perché miglioravo costantemente e mi sentivo sempre meglio. Cosa mi aspetto da questo 2017? Fare un passo alla volta, arrivare a ridosso dei primi, salire sul podio e…”.

SPERANZE ITALIANE - Con una nuovissima R6, in seno al GRT Racing Team il promettente ravennate Federico Caricasulo: “La moto si è rivelata fantastica sin dai primi giri: l’anteriore è granitico, la stabilità in frenata favolosa: mi è piaciuta tanto anche se c’è molto lavoro da fare per affinarla al meglio. E’ bello essere qui con gli altri piloti Yamaha, sono davvero orgoglioso di far parte di far parte di questa famiglia”. Dello stesso avviso Nicolò Canepa alla guida della Yz R1 M del team GMT94: “L’endurance si è dimostrata una bella sorpresa e c’è quasi scappato il colpaccio, l’anno scorso, secondi ad un punto! Per questo 2017 ho anche il ruolo di collaudatore ufficiale SBK, con la possibilità di correre se uno dei due piloti si dovesse infortunare. Questo mi permette di guidare tanto la moto, conoscerla al meglio e renderla più performante”.