Lo si era capito sin dalle prime prove, che sarebbe stato difficile battere Chaz Davies a Imola. Oggi, in occasione di gara1, ne abbiamo avuto la quasi scontata conferma. Partito dalla pole position, il ducatista ha salutato la compagnia sin dal primo giro, prendendo subito un buon margine di vantaggio sugli avversari e ipotecando la vittoria. Arrivata, a sorpresa, a sei giri dal termine a causa della bandiera rossa esposta dalla direzione gara per l’incidente che ha coinvolto Alex Lowes e Eugene Laverty: entrato troppo “deciso” in fase di sorpasso sull’alfiere Aprilia, Lowes ha toccato la moto di Laverty, che dopo aver perso un pezzo di carena è rimasta con l’acceleratore bloccato. Laverty è stato bravo (e freddo) a lasciarsi cadere sull’asfalto prima che la moto sbattesse sulle protezioni, incendiandosi e rendendo così impraticabile la pista.

MACIO BRAVO E FORTUNATO - Secondo di giornata è stato Jonathan Rea (Kawasaki). Il leader del mondiale non ha potuto fare altro che limitare i danni, sbarazzandosi a fatica di Melandri nelle fasi iniziali e poi girando sul suo miglior passo, distante però ormai sette secondi da Davies. In terza posizione ha chiuso “Macio”, che dopo aver fatto ben sperare nei primi passaggi quando è sembrato poter tenere il ritmo di Davies, ha dovuto poi subire il ritorno di Rea. L’italiano della Ducati è stato bravo (e fortunato, grazie alla bandiera rossa anticipata) a rintuzzare gli attacchi di Sykes, arrivato forte dalle retrovie per giocarsi l’ultimo gradino del podio. 

FORES E CAMIER, PUNTI IMPORTANTI - Quinto, bravo ancora una volta a portare la Ducati del Team Barni al top tra le moto private, uno Xavi Fores non al meglio della condizione fisica ma sempre in grado di fare la differenza. Sesto, Leon Camier con la MV Agusta, che (finalmente) ha concretizzato in gara quanto di buono fatto vedere durante le prove. Chiudono la top ten Van der Mark, Lowes, Ramos e Bradl. Non benissimo gli altri italiani: De Angelis è undicesimo davanti a Savadori, De Rosa 14esimo e Badovini 15esimo. Da segnalare la caduta di Mercado, il ritiro di Hayden e i due fuoripista di Russo.