Il 2020 della SBK inizia domani, con una sessione di due giorni al Motorland, ormai teatro fisso nel calendario delle derivate di serie. La R1 M 2020 di serie è un modello equilibrato, dalle alte capacità prestazionali, facilmente sfruttabili. Se pure la versione da gara rispecchierà le caratteristiche citate, Van Der Mark e Razgatlioglu avranno vita (in parte) più facile. Michael, dopo anni in blu, si è abituato all’erogazione del motore a scoppi irregolari, al quale non va mai tirato eccessivamente il collo.

SERVE LA SVOLTA - Il ventisettenne olandese, titolato Stock 600 e Supersport, incrementerebbe volentieri la collezione di titoli conquistati, proprio con un alloro SBK. Tra Honda e Yamaha, Magic Michael ha totalizzato 26 podi e tre successi, questi ultimi tutti in blu. Se saprà essere - finalmente - costantemente redditizio in ogni tracciato, una sua candidatura al gradino più alto è da considerare.

RIVINCITA TURCA - Andato via da Kawasaki con qualche strascico ma senza polemiche, il turco “Razga” approda nel team Pata con il desiderio di vincere, da subito. Vero e proprio purosangue, parco nelle dichiarazioni, generoso con il polso destro, Toprak è l’erede di Kenan Sofuoglu, suo manager e mentore, Dotato di guida “violenta” e spettacolare, sarà per lui importante adattarsi alla più rotonda e morbida quattro cilindri di Iwata.  Debutto interessante per il rinnovato Team GRT, con la coppia Caricasulo - Gerloff. Federico ha sfiorato il titolo in Supersport e salta su una 1000, Garrett arriva da Oltreoceano, con in tasca vittorie nel MotoAmerica. Per loro ci saranno da comprendere ed imparare tante cose, l’italiano dovrà gestire potenza ed elettronica di livello, lo statunitense apprendere i segreti di Aragon, ma, a differenza dei portacolori Crescent, entrambi avranno meno pressioni da sopportare sulle loro spalle.