Dopo tutti i cambiamenti apportati nei team Yamaha Crescent e GRT, Van Der Mark è il pilota più esperto dei quattro. Andato via Alex Lowes, Michael ha ora al suo fianco Toprak Razgatlioglu e nel team “gemello” ci sono Gerloff e Caricasulo. Tralasciando - almeno nel periodo di test - le mosse della squadra “cugina” Ten Kate, l’olandese numero 60 è il corridore in blu più quotato, però egli stesso non si sente sotto pressione ed il ruolo teorico di prima guida non lo spaventa. “Non sento sulle spalle una maggiore pressione rispetto al solito - svela VDM - abbiamo piloti nuovi come Toprak e Garrett, che si sono concentrati su un lavoro di gomme, loro proveranno a fornire ulteriori informazioni ai nostri team. É difficile dire adesso se riusciremo a colmare il gap dai più veloci in sole due sessioni di test prima del 2020, noi dobbiamo portare avanti lo sviluppo, sfruttando il potenziale della R1 M”.

Come è andata la prima giornata?

“Il primo giorno di lavoro è stato soddisfacente. Innanzitutto, abbiamo fatto esperimenti di set up, con relative prove dedicate alle gomme, approfittando delle condizioni di asciutto arrivate nel pomeriggio. Non ho usato la moto 2020, bensì, la 2019 con alcune parti nuove montate su di essa. Abbiamo scelto di lavorare così per controllare che ogni cosa fosse a posto, dovevamo capire come si comportasse la moto dopo le modifiche, prendendo confidenza con il tracciato uscita dopo uscita. I particolari provati oggi sono fantastici, i dati raccolti serviranno allo sviluppo”.

Hai chiesto un nuovo staff?

“L’atmosfera nel box è ottima tutto è chiaro ed ognuno ha il suo ruolo. Ho parlato con Yamaha, abbiamo deciso insieme di lavorare con Andrew Pitt, tenendo alcuni suoi meccanici ed il mio ingegnere elettronico. Si tratta di una decisione strategica di Yamaha, io non ho mai avuto problemi con nessuno, le scelte sono state prese con l’intento che siano positive per tutti”.

Ti preoccupano Honda e BMW? Sulla carta saranno più competitive.

“In realtà sono e saranno tutti competitivi, non solo i piloti Kawasaki, ma pure Ducati, Honda e BMW. Non sono preoccupato, Per quanto mi riguarda, non so ancora dire se le mie richieste fatte in passato saranno soddisfacenti. Vedremo, siamo solo all’inizio e dobbiamo guardare avanti con fiducia e metodo”.