Tra olio in pista, interruzioni e bandiere rosse, pure il secondo giorno di test andalusi è stato completato, con i piloti della SBK impegnati sulla pista di Jerez. Gira che ti rigira - eccome, se gira! - il nome di Johnny Rea rimane sempre e comunque in cima alla lista dei riferimenti. Primo stamattina, primo oggi. Il nordirlandese e la sua Ninha ZX-10RR ufficiale, montate due gomme Pirelli da qualifica, hanno sfidato - più che gli avversari - il cronometro, siglando il tempo di 1'38”397; il campione è stato l’unico corridore a scendere sotto il muro del ’39, perché da Baz a Canepa i rivali sono piuttosto racchiusi in pochi decimi.

Sorprendente Loris, ma fino ad un certo punto: partito tardi nel 2019, con un progetto Ten Kate ex novo e bisognoso di chilometri, il francese si è poi rivelato competitivo sulla Yamaha R1, dimostrando in Spagna di averla ancora bene “tra le mani”, grosse e sensibili, che gli hanno garantito la seconda posizione nella tabella. Che hanno in comune la moto di Baz e quella di Canepa? Apparentemente tutto, in realtà, Niccolò è il collaudatore della Casa di Iwata, con in pista la versione 2020, tutta da sviluppare. In mezzo a loro ci sono il compagno di marca Van Der Mark, Alex Lowes con la seconda Kawasaki Provec, la prima Ducati con Redding sempre meglio di Davies, Sykes su una BMW più potente rispetto a quella vista in azione quest’anno e Razgatlioglu, che ha intrattenuto i presenti con i suoi infiniti stoppies nella pit lane.

La seconda Panigale V4 R è nona, con Chaz impegnato a sperimentare nuove soluzioni di elettronica; risale la china Laverty, stamattina tranquillo, nel pomeriggio più attivo e decimo nel finale. Dopo la parentesi (così così) Honda vissuta nel British Superbike, Fores torna nella “sua” Spagna, entrando nel team Puccetti, guidando una Kawasaki Ninja: Xavi precede Pirro, dopo arrivano i rookie Caricasulo e Gerloff. Federico sta scoprendo la Superbike, Garrett il tracciato andaluso. L’anno elettrico ed italiano di Savadori lo hanno rilanciato nel mondiale, ed eccolo schierato da Pedercini; Lorenzo ha fatto meglio di Ponsson, francese che correrà nel tricolore con una Aprilia RSV4. Per lui sono previste tre wild card internazionali, sarebbe bello vedere la quattro cilindri veneta iscritta regolarmente a tutto il World Superbike 2020.