Il futuro della MotoGP secondo Scott Redding? A breve senza Valentino Rossi ma anche senza Andrea Dovizioso e senza altri ‘esperti’. Il britannico lo ha dichiarato quando gli è stato chiesto un commento sull’addio alle corse di Jorge Lorenzo.

PERCHE' SOFFRIRE? - “Pensavo che avrebbe abbandonato prima", ha detto Scott Redding in un’intervista con Speedweek. "Ha preso la Honda e non ha funzionato. So cosa significa non avere successo. È un pluricampione del mondo e ha ottenuto molto più di me”, ha aggiunto il britannico della Ducati, che ha guidato la MotoGP per cinque stagioni con Lorenzo.

“Posso solo immaginare come doveva essere per lui. Perché doveva continuare a soffrire? Ha 100 milioni sul conto, possiede alcune belle case e ha vinto tanto. Perché non fermarsi? Penso che sia la cosa migliore che potesse fare”, ha aggiunto.

“Finché hai successo, non c'è motivo di fermarti”, spiega ancora Redding. “Se vivi un brutto periodo ma se sei un pilota giovane, resisti e combatti. Ma invecchiando, se inciampininevitabilmente ti chiedi perché dovresti continuare”, aggiunge il britannico.

COME ROSSI IN DUCATI - "È stato un po 'come quando Valentino Rossi è andato in Ducati. Allora stava per buttare la spugna, ma poi è andato in Yamaha, ha avuto buoni risultati e ha continuato. Un pilota si definisce con i suoi risultati".

Redding ha commentato il fatto che Rossi abbia preso in considerazione la possibilità di fermarsi alla fine del 2020. "Dovizioso farà come lui. Questi piloti sono adesso in un'età in cui i giovani che stanno arrivando sono più veloci. Marquez li distrugge tutti e gli ‘anziani’ non hanno più la voglia di rischiare così tanto”, è il pensiero di Redding.

Chissà che Scott Redding non abbia ragione sulle previsioni future. Di certo c’è che – seguendo il suo ragionamento – se un giorno lui dovesse smettere di fare risultati, non lo vedremo arrancare nelle posizioni di rincalzo. Oppure sì… perché per un pilota di certo non dev’essere facile realizzare – e metabolizzare – il fatto di non essere più un vincente.