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Un anno di SBK se ne è andato, lasciandoci (l’ennesima) vittoria di Jonathan Rea, capace di resistere, replicare e poi sconfiggere Alvaro Bautista, il rookie più pazzo - in tutti i sensi - nella storia delle derivate. Il 2020 sarà ricordato per il duello tra la verdona Kawasaki numero 1 e la debuttante Ducati Panigale V4 R, concluso a favor di Akashi. Melandri dà l’addio alle corse, ma forse il suo è una specie di arrivederci.

Johnny Rea - voto 9,5

Perché mezzo punto in meno alla quotazione massima? Per l’inizio di campionato a rintuzzare gli attacchi di Bautista? No, il motivo è un altro: Rea è stato (quasi) perfetto, su una Ninja ZX-10RR non veloce quanto la Ducati in accelerazione e nello spunto finale. Johnny ci ha messo del suo in curva ed in staccata, a volte sbagliano. Proprio come ha fatto con Lowes a Jerez, stendendolo impietosamente. Ecco lo 0,5 tolto al 10. Per il resto, il nordirlandese ha fatto scorpacciata di vittorie, record e coppe - CANNIBALE MAI SAZIO

Alvaro Bautista - voto 6,5

Dare un voto che superi di poco la sufficienza ad un debuttante che è finito secondo in un ambiente tutto da scoprire, su una moto da sviluppare, sembra una eresia, ma non lo è. La quotazione si basa sui primi quatto round, nei quali lo spagnolo merita 10, con il quale sembrava già con il titolo in tasca. Da Imola in poi, “Bau Bau” ha iniziato a mordere meno, per poi crollare - in tutti i sensi - da Jerez in avanti, culminando con il disastroso weekend di Laguna Seca. Questo trend è da valutare con un 3. Sicché, 10 più 3 uguale 13. Diviso due, 6.5 e non di più - OCCASIONE SPRECATA

Alex Lowes - voto 7

Saluta la Yamaha come miglior pilota in classifica su una R1 M, impresa non semplice, considerando l’agguerrita compagnia proposta dalla Casa di Iwata. Tanti podi nel 2019 per Alex, mai il gradino più alto. Per questo motivo, lui rimane bravo, perché h imparato a non cadere nei momenti decisivi della gara, ma non bravissimo: la vittoria lo avrebbe fatto rimpiangere nel team Crescent che, invece, pensava già ad un sostituto - TORTA BUONA, MA SENZA CILIEGINA

Michael Van Der Mark - voto 7

Come il compagno di box, sebbene l’olandese volante vanti un successo di tappa, colto a Jerez, Abbiamo detto che Michael sia “volante”, certo: alcune cadute hanno condizionato il suo ranking finale, con un quarto posto nella graduatoria corridori. Diciamo che, essendo il numero 60 al terzo anno consecutivo su R1, ci si aspettava di più, infatti, nel 2018 VDM finì terzo due successi a Donington Park. Ecco perché pensiamo che lui abbia fatto passi indietro - GAMBERO ARANCIONE

Toprak Razgatlioglu - voto 8,5

Più di Lowes e VDM, per motivi molti semplici da spiegare: il turco non godeva dell’appoggio ufficiale di una Casa - il team Puccetti è indipendente - ed è uno dei pochi che in sella provi a regalare spettacolo e divertimento agli spettatori. Non poco, in una epoca di “ragionieri”. Il numero 54 è un “cavallo di Razga” in tutti i sensi, parla poco, ribalta il gas, fa venire le palpitazioni ad avversari e meccanici nel suo stesso box. Unico difetto? Un cognome scioglilingua impronunciabile - MAMMA LI TURCHI

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