Essendo Carlos Checa l’ultimo pilota Ducati capace di vincere il titolo SBK, abbiamo deciso di chiamarlo e lo spagnolo ha risposto subito, dimostrando la solita disponibilità, fornendoci le sue impressioni di come stia evolvendo la Rossa nell’ambito delle moto derivate di serie.

Innanzitutto è, per noi e per lui, piacevole ricordare l’impresa datata 2011, anno in cui il numero 7 del team Althea centrò ben 15 successi con la 1098R bicilindrica, sbaragliando la folta concorrenza a quattro cilindri: “Per me, quella fu la stagione perfetta - racconta ‘El toro’ - in cui tutti i tasselli erano messi al posto giusto. Una Ducati competitiva, ingegneri di Borgo Panigale ed il team Althea. Un pacchetto perfetto, con tanto lavoro e dedizione insieme. Malgrado non fossimo una struttura ufficiale, siamo riusciti a vincere il campionato”.

Quale è stato il tuo ingrediente vincente segreto?

“Sapevo che, se non avessi commesso errori, avrei potuto giocarmela. Lavorando coi ragazzi nel box, abbiamo messo a punto la moto per sfruttare a pieno il potenziale del propulsore e delle gomme Pirelli. Non eravamo i più veloci in rettilineo, ma volavamo in curva”.

È ancora possibile per un team privato vincere l’alloro finale?

“Molto difficile, ma non impossibile. Anche se, devo dire che in quel 2011 Ducati dette a me e al team Althea una grossa mano. Sai, qualche dritta qua, alcuni aggiornamenti là... ed il gioco è fatto. Il gruppo era unito, in pista ci siamo divertiti, i risultati lo confermavano in ogni round”.

Pensi che Ducati possa, finalmente, sbloccarsi? Il titolo SBK manca da un po’.

"Non so se questo sarà l’anno giusto, nelle corse tutto è possibile. Prendiamo ad esempio il 2019: Bautista ha iniziato stagione in maniera formidabile, dominando al debutto, con una striscia di successi mai vista prima.

Poi, è calato. Più in là è crollato. Difficile spiegare perché, di fatto Alvaro ha sprecato una occasione e Rea ne ha approfittato. Tutto ciò per dire che vedo ancora in Johnny l’uomo da battere, lui e la Kawasaki rappresentano la coppia con più esperienza del lotto”.

Chi riuscirà a tenere il loro passo?

“Proprio la Ducati. Vedo bene Chaz Davies, gallese di grande velocità e sostanza. Se troverà subito il feeling necessario, Chaz sarà davanti. E poi, Redding: Scott è nuovo, motivato e forte. Solo che, rispetto al compagno di squadra, l’inglese avrà bisogno di più tempo per capire come e cosa fare. Ma se c’è una moto che possa infastidire la Kawasaki, questa è la Ducati”.

E le altre?

Metto la Yamaha in terza posizione. Hanno cinque pilota ad Iwata, almeno uno di loro si giocherà podi e vittorie. Dopo le R1, ecco le Honda. Dobbiamo vedere come andrà la CBR RR-R, modello assolutamente inedito e bisognoso di sviluppo. Non vedo la Honda subito davanti, a meno che proprio Bautista non riesca a determinare una tale differenza da poter rimanere tra i più veloci. Veloci saranno anche le BMW, ma a spot: Sykes e Laverty saranno capaci di vincere ma, così a pelle, non li vedo costanti in ogni uscita”.

Sarà un bel mondiale SBK 2020?

“Bellissimo, lo auspico davvero. Vinca il migliore, magari in gare tutte combattute, con tanti piloti racchiusi in pochi decimi. Esattamente come ai tempi miei, quando vinsi con la Ducati”.

SBK: Redding da Mondiale con la Ducati? - VOTA IL SONDAGGIO