Camminava lungo la pit lane coperta da una grossa tettoia, evitando di bagnarsi testa e scarpe. Sembrava proprio che Johnny Rea non ne volesse sapere di girare nel lago di Jerez, invece, nella seconda giornata di test il campione ha deciso: “Okay, ragazzi. Qualche passaggio lo faccio”.

Ed ha regolato tutti i rivali, immediatamente. Si è notato subito come il nordirlandese avesse già “in mano” la sua Kawasaki, con traiettorie strette e veloci, prive di sbavature; nonostante l’asfalto dell’Angel Nieto presentasse più di una insidia (in alcuni tratti asciutto, in altri pozzanghere difficili da vedere) Rea ha messo il suo nome in cima alla lista dei cronologici: “La pista presentava molti tranelli - ha spiegato a fine sessioni - ed ho dovuto guidare stando attento ad eventuali errori. Non abbiamo provato molte parti nuove, le condizioni non lo suggerivano. Più che altro, ho potuto verificare alcuni migliore apportate alla parte anteriore della ZX-10RR”.

Ma Johnny è un perfezionista ed il KRT pure. Cinque titoli mondiali vinti non si raggiungono per caso. Ecco perché, non soddisfatta, la compagine andrà a Barcellona per ulteriori test di sviluppo: “Credo proprio che in Catalunya troveremo sole ed almeno 15 gradi di temperatura - Rea continua - sono curioso di provare alcune novità dedicate alla moto. So che non siamo stati veloci a Jerez, ci riproveremo a Barcellona”.

Alex Lowes, invece, sembrava più soddisfatto. L’inglese sta prendendo confidenza con squadra e moto, ogni uscita è per lui fondamentale. Anche con il bagnato: “Sì, penso che siano stati due giorni utili per noi - conferma - malgrado non si abbia avuto una condizione omogenea. Nessun problema, nemmeno nella piccola scivolata di cui sono stato protagonista; c’era una pozzanghera, non sono riuscito a vederla. Per il resto, io e la squadra abbiamo fatto un ottimo lavoro, il mio obiettivo è arrivare a Phillip Island con la possibilità di stare tra i migliori. Che significa? I primi tre arrivati al traguardo”.

Per Alex il quarto tempo nel computo della due giorni, a conferma che la verdona è la moto più in forma della griglia.

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