Stilare un bilancio oggettivo non è mai semplice, soprattutto quando non ci si può avvalere di effettivi risultati colti sul campo dai protagonisti in questione.

Pioggia, sole, condizioni differenti e confronti a distanza: i piloti della SBK non si sono affrontati in test “faccia a faccia”, tutt’altro: tra strategie, attese, rinunce e diversi tracciati scelti, la sfida è avvenuta in differita, con riscontri dilazionati.

Insomma, tutto questo per dire che, comunque, una idea ben precisa ce la siamo già fatta.

Kawasaki - Ever Green

Proprio il tram Provec ha evitato lo scontro diretto. Non sempre, direte voi, ma spesso. Nei test autunnali di fine anno, la squadra verde - o meglio, Rea - ha battuto tutti, idem a nel freddo bagnato di Jerez in gennaio. È Jonathan l’uomo da battere, non ci sono dubbi nemmeno stavolta e Alex Lowes, nuovo compagno di garage, se ne è (ulteriormente) accorto. Con gomme da gara o da qualifica, la Kawasaki numero 1 è sempre la... numero uno. Furba la mosse KRT: proviamo a Barcellona, perché lì troveremo un meteo perfetto. Certo, pure la possibilità di preparare gli assetti per il round di settembre, con l’obiettivo di vincere tutte e tre le gare. Avversari, avvisati, mezzi salvati.

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Yamaha - Nel blu dipinto di blu

Possiamo collocare la compagine dotata di R1 in seconda posizione, per questo motivo: seppure senza siglare i medesimi crono di Johnny Rea (anche se Razgatlioglu sostiene di averlo fatto) sono state tante le Yamaha sempre presenti nelle zone alte della classifica dei tempi, con il turco stesso, Van Der Mark, Baz - fate attenzione al francese Ten Kate, potrebbe essere un cane slegato - Gerloff e Caricasulo. In questo mare blu, è possibile che gli avversari colorati dalle tinte diverse, possano affogare.

Ducati - Profondo rosso

Più che altro, è Redding a fare la differenza. Per ora. Scott ha il fisico di Robocop e la manetta bloccata sulla posizione “On”, ecco perché piace. Inoltre, l’inglese si distingue: niente sobrietà, nessuna dichiarazione preimpostata da stipendiato del calcio, purezza e "palle così". Il riferimento in Casa Ducati è lui. Per ora. Già detto.

Sempre che Davies non reagisca. Chaz è risultato meno aggressivo del compagno di box, in ogni condizione e su ogni tracciato. Per ora. Vedremo se il trend cambierà, ma una sola punta per il team ufficiale Aruba sembra insufficiente.

BMW - Calma piatta

Un po’ hanno annoiato. Sykes e Laverty, due corridori (perché “corridori” e non piloti? Facile: poiché sia Tom che Eugene prediligono il corpo a corpo, che nei testi non è avvenuto) spettacolari e caparbi, hanno svolto il proprio compito quasi in sordina, evitando di strafare o con tempi significativi. Poca voglia? No, metodo. In BMW è tanto il materiale evoluzione da provare, meglio procedere calmi e con costrutto.

Honda - Amletica

Si può dire che Haslam abbia fatto meglio di Bautista, se ci affidiamo ai tempi sul giro. Tutto qui? Sotto c’è dell’altro. Alvaro - i vertici HRC sperano - anche l’anno scorso si era nascosto nei giorni di test, per poi esplodere in gara. “Eh, ma Bautista aveva la Panigale V4 R, mica la nuova Honda, tutta da sviluppare”. Bè, in realtà anche la Ducati era da sviluppare (quasi) come lo è la CBR RR-R oggi. Perciò, le cose sono due: lo spagnolo non ci ha capito un’acca. Oppure, ha capito tutto. Le risposte arriveranno presto.

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Aprilia - A volte ritornano

Quelle di Ponsson e del team Nuova M2 Racing non si trattano di semplici sortite. Il francese e la squadra italiana affronteranno il CIV Superbike, certo, ma con velleità mondiali. Previste già tre wild card, che potrebbero lievitare a sette. Speriamo.

La RSV4 è un progetto datato però ancora molto valido, poiché dotato di basi ottime, racing. Max Biaggi docet. Siamo tutti curiosi di rivederla nel paddock ed in pista.

Indipendenti non privati di splendere

Chi ha brillato di più tra le squadre “non ufficiali” nei test?! A dire la verità, un po’ tutte, anche se ogni formazione ha bisogno di tempo e spazio per migliorare.

Kawasaki Puccetti e Xavi Fores si stanno conoscendo, lo spagnolo necessita di chilometri sulla Ninja, poi andrà forte. Vedrete.

Motocorsa e Leandro Mercado hanno impressionato per voglia e metodo di lavoro, ora sono attesi al varco di Jerez. Go Eleven e Rinaldi potrebbero infastidire più volte gli ufficiali, stesso discorso per Barni, anche se ancora non abbiamo capito chi correrà a Phillip Island. Camier? Speriamo che Leon sia in forma almeno buona.

Pedercini, che fa? Riuscira ad allestire una Ninja 2019 e trovare un pilota? Ce lo auguriamo.

Brixx e Barrier sono due romanticoni, mentre Orelac e Scheib sembrano un duo dinamitardo, purché non imploda.

Honda Moriwaki, qualcuno l’ha vista? Takaashi e la sua Fireblade hanno girato in privato, forse si aggiungerà Lorenzo Savadori. Sarebbe un bel colpo.

Evvai di giri motore!

Dorna e FIM hanno diramato i regimi massimi che i propulsori delle varie Case dovranno rispettare. Sarebbe bello vedere in pista anche Suzuki e MV Agusta... nella lista sono incluse, anche se non ci sono team iscritti con le suddette moto. Mai dire mai, però.

Quella che leggete sotto è una tabella con valori calcolati da un algoritmo, basata sugli ultimi risultati SBK 2019.

Regimi massimi iniziali
Marchio Giri motore
Aprilia 14700
BMW 14950
BMW 2019 14900
Ducati V2 12400
Ducati V4 16100
Honda (SC77) 15050
Honda (SC82) 15600
Kawasaki 14600
MV Agusta 14950
Suzuki 14900
Yamaha 14950

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