Lo scorso anno è stato difficile per Chaz Davies: ha conquistato dieci podi e una vittoria, ma è stata la sua peggior stagione degli ultimi cinque anni.

Eppure, con le sue 30 vittorie in carriera, il gallese è il terzo pilota più vincente fra quelli in in attività nel mondiale Superbike: in griglia di partenza più vittoriosi di lui sono solo Jonathan Rea e Tom Sykes, rispettivamente con 88 e 34 vittorie. Non solo, Davies è all’ottavo posto nella classifica della storia del mondiale SBK.

La sorpresa


In Ducati, infatti, nessuno dubita del suo talento, e il team principal Stefano Cecconi non ha perso l’occasione di rimarcarlo dopo la nostra intervista esclusiva a Michel Fabrizio, che ci ha detto "Ormai sono tanti anni che è in Ducati, non so perché avessero deciso di tenerlo al posto di puntare su un giovane".

"Non siamo delusi delle prestazioni di Chaz", ha sottolineato Stefano Cecconi, team principal della Ducati, ai colleghi di Speedweek.com  “Non mi lamento, dà tutto per ottenere buoni risultati. Sono molto più deluso dal fatto che ci sia voluto così tanto tempo per trovare soluzioni in modo che potesse essere veloce sulla la nostra moto. Non avevamo contato sul fatto che potesse avere così tante difficoltà e Bautista no. È stata una sorpresa per tutti noi”, ha spiegato Cecconi.

Questione di tempo


Per il boss del team ufficiale Ducati in Superbike, il problema avrebbe dovuto essere con Bautista, non con Davies. “L'anno scorso abbiamo ipotizzato che Chaz sarebbe stato la nostra certezza e Alvaro più traballante. Poi è successo il contrario. Tuttavia, non possiamo essere delusi. Chaz ‘anno scorso aveva avuto avuto un inverno molto difficile con gli infortuni, che non ha aiutato. Ma sono sempre stato sicuro che prima o poi avremmo trovato la chiave. Ci era voluto un po’ anche prima che trovasse l’assetto giusto per il V2. Abbiamo questo inverno e un'altra stagione perché tutto funzioni”.

È una questione di equilibri, ha spiegato ancora Cecconi ai colleghi della testata tedesca.
"La cosa difficile è trovare un assetto con il quale possa mettere in mostra i punti di forza del suo stile di guida in frenata e in ingresso in curva, ma allo stesso tempo non dobbiamo perdere i punti di forza della moto, in uscita di curva e in accelerazione. Ci è voluto molto tempo affinché Chaz trovasse questo compromesso”, ha concluso Cecconi.

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