Il primo weekend stagionale della SBK 2020 è anticipato da una doppia sessione di test australiani, spalmati nella giornata di oggi e domani.

Phillip Island offre spesso condizioni meteo variabili e pure nella mattinata e nel pomeriggio odierno è andata così: sole a tratti, una lieve pioggerella, poi tante nuvole ma condizioni di asciutto, Nel computo del programma, il più veloce di tutti è risultato Toprak Razgatlioglu, turco scatenato del team Pata Yamaha, primo con il crono di 1'30”740, ottenuto nel migliore dei 30 passaggi completati, ad una media di 176,350 chilometri orari registrati.

Razga ha guidato con in mente un unico obiettivo: vincere almeno una delle tre manche previste dal weekend di gare. L’inconveniente che lo ha visto protagonista - sgancio di una parte della carena, avvenuto nel pomeriggio - non lo ha turbato, tutt’altro: il numero 54 ha mantenuto concentrazione e manetta spalancata nel verso corretto.

Benissimo anche Tom Sikes, inglese motorizzato BMW, che ha portato la S1000 RR in seconda posizione a soli con soli 22 millesimi di gap. L’ex iridato 2013 riusciva a tenere linee perfette anche a gomme consumate, con l’ausilio di una ben tarata gestione elettronica.

Loris Baz e la R1 Ten Kate concludono con il terzo tempo a 37 millesimi dalla vetta, un’altra inezia insieme a quella di Sykes. Il francese lavora “per i fatti suoi”, percorre traiettorie originali e redditizie, proficue.

Johnny Rea, diversamente dai test effettuati e Jerez, ha girato di più, e a ben vedute ragioni: sabato e domenica si assegneranno i punti che muoveranno la classifica ed il numero 1 sta preparando gli attacchi da sferrare, iniziando con un quarto crono di giornata.

La Honda più lesta è stata quella di Leon Haslam, quinto. Anche in Australia, l’inglese è stato più veloce e disinvolto del compagno HRC Bautista, quindicesimo e alle prese con tanto lavoro di sviluppo della nuova CBR RR-R.

La Ducati è sesta, grazie a Redding. Scott ed il team Aruba stanno cercando il set up buono per il weekend, senza l’assillo del tempo che passa. Van Der Mark è settimo, meglio di Laverty, Lowes e Davies, tutti piloti ufficiali in pista.

Se l’è cavata molto bene Sandrino Cortese, neo acquisto del team TPR di Lucio Pedercini, progetto partito per il rotto della cuffia e già su una buona strada iniziale: undicesimo crono per la Ninja 2019 numero 11.

Pochi passaggi per Rinaldi, punta Go Eleven Ducati, dodicesimo nel finale. L’altro italiano nella lista è Caricasulo, sedicesimo. Per Michal Ruben feeling in crescita con la Panigale V4 R, per Federico primi chilometri a Phillip Island sulla R1 GRT.

Spettacolari le ZX-10RR di Fores e Scheib, rispettivamente di Puccetti e Orelac. Lo spagnolo arriva dal BSB, il cileno vedeva l’Australia per la prima volta.

Un pochino spaesato l’americano Gerloff. Garrett deve conoscere il tracciato e poi spingere, lo ha dichiarato tra un turno e l’altro. Metodico e senza fretta.

Torna in sella Leon Camier, con più costanza rispetto a Portimao. Il britannico deve ripristinare forza e condizione fisica ottimale, per lui e per il team Barni i test sono veri e propri allenamenti. Chiude la classifica Takahashi, con la bellissima Honda Mie Althea. Il giapponese ha compiuto parecchio lavoro nel garage, insieme ai tecnici del team, supervisionati da uomini HRC.

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