Due giorni di test, un pagellone unico per i piloti SBK, impegnati a Phillip Island nel preparare le ostilità 2020 che inizieranno ufficialmente venerdì. Per molti di loro sono stati giorni proficui, per altri un po’ più complicati. In ogni caso, girare sullo splendido circuito australiano è sempre un piacere.

I voti


Johhny Rea - Voto 9

Come al solito, il Cannibale ha parlato poco e bene. Johnny ha le idee chiare riguardo i rivali e chiarissime quando salta in sella e cerca il giro veloce. Lo ha trovato ieri, con il suo stile di guida pulito e redditizio, che gli consente di percorrere meno meno di tutti, risultando però il primo nella lista dei tempi. Se volete scommettere qualche spicciolo su almeno un suo successo in tre gare da disputare, andate tranquilli. ESSENZIALE

Loris Baz - Voto 8

Consideriamo che il francese non corre per un team ufficiale. Il Ten Kate Racing è una squadra esperta e vincente, ma con moto Honda. Sembra che i fratelli olandesi gradiscano pure Yamaha, affidando una R1 competitiva al gigante Loris, buono nella vita, feroce in pista. Ad impressione, Baz potrebbe essere la sorpresa del weekend. Nei test è andato forte, dimostrando di saper esattamente cosa e come fare. ALTO E STRUTTURATO

Tom Sykes - Voto 8

Al secondo anno in BMW, Sykes sarà chiamato a compiere un salto di qualità in gara. Tradotto in parole povere, Tom dovrà evitare di consumare eccessivamente le gomme, mantenendo un passo valevole di vittoria. Ci riuscirà? Forse, nemmeno lui lo sa, perché a Phillip Island il numero 66 si è “limitato” a giri singoli super veloci, evitando di lavorare sul passo gara. L’ipotesi è che il team Motorrad e l’inglese compiano questa azione nel weekend prossimo, altrimenti, non si trova una spiegazione. COLPO SECCO?

Toprak Razgatlioglu - Voto 7/8

Il turco era inarrestabili lunedì, quando ha esibito pieghe da gomito a terra in ogni punto del tracciato, portando al limite la sua R1 M Crescent Pata. Meno brillante il martedì, anche se gli esperimenti tecnici e le comparative sono state diverse, quindi, impegnative ed importanti. Nel computo dei test, Razga è stato uno dei piloti più in forma, convinto di poter vincere almeno una manche su tre. CONVINTO LUI, CONVINTI (QUASI) TUTTI

Leon Haslam - Voto 7,5

Contrariamente al compagno di box Bautista, Leon si è subito adattato alla Honda, moto dotata di quattro cilindri in linea, ben conosciuto dall’esperto inglese. Esperienza maturata a parte, pare anche che Leon non si arrovelli poi troppo in richieste tecniche inarrivabili, preferendo dare gas, pensando ad ottimizzare il pacchetto a sua disposizione. OTTIMO

Scott Redding - Voto 7+

L’inglese è andato bene, ma ha assaggiato l’asfalto. Doveva capitare (teoricamente) prima o poi, meglio nei test che in altre situazioni. Niente danni per Scott, una Ducati Panigale V4 R da ripristinare per il team Aruba, che ha lavorato parecchio sulle novità già portate in Europa. Redding sembra pronto alla sfida e, forse, la caduta gli ha addirittura conferito maggior sicurezza nella guida: il numero 45 ora sa dove si trovi esattamente il limite. BATTEZZATO

Michael Van Der Mark - Voto 7+

Come Redding, VDM ha picchiato duramente, per fortuna, senza rimediare danni fisici. L’olandese è andato forte, senza esagerare nella ricerca del tempo sul giro a vita persa. Michael ha pensato alle gare da disputare, mettendo a punti la R1 M seguendo esigenze quali gomme, setting elettronico e freno motore. Così facendo, il numero 60 affronterà sabato e domenica con meno patemi da sciogliere. SPENSIERATO

Michael Ruben Rinaldi - Voto 7

Bravo lui, bravo il team Go Eleven, formazione indipendente Ducati ora dotata di sospensioni Ohlins e freni Brembo per la V4 R allestita dal team guidato da Denis Sacchetti. Insieme, staff e pilota hanno effettuato buoni test, trovando tempi sul giro interessanti in tutte le condizioni registrate. Passaggio singolo e long run, Rinaldi era spesso e volentieri nella top ten, chiudendo con un brillante ottavo crono nella classifica combinata. IN FORMA

Eugene Laverty - Voto 6,5

Il silenzioso inverno di test dell’irlandese si è prolungato a Phillip Island, dove Eugenio ha lavorato a testa bassa senza deludere né colpire con colpi ad effetto. Dobbiamo capire se il nono tempo finale nella combinata sia il massimo da lui attendibile o se con la BMW potrebbe fare di più. Per saperlo, dobbiamo attendere il weekend, nel frattempo, aspettiamo. STAND BY

Alvaro Bautista - Voto 6

Non bocciabile perché si è impegnato parecchio, non esaltabile, poiché il suo ranking in SBK e le velleità palesate da HRC sono molto diverse dalle prestazioni attuali dello spagnolo, non propriamente a suo agio con la CBR RR-R. Avrà tempo, Alvaro, per risalire la china. Ma quanto? I giapponesi vogliono i risultati e la pressione aumenterà di round in round. UNDER PRESSURE

Chaz Davies - Voto 6

Meglio nella guida sulla Panigale V4 R (rispetto all’inizio dello scorso anno) non ancora abbastanza per competere con “quelli che stanno davanti”. Il gallese è un animale da gara, lo sappiamo, nei test non si spreca né rischia. Va bene, ma da venerdì sarà ora di fare sul serio. MISURATO

Alex Lowes - Voto 6

Dopotutto, il sei è un nove rovesciato. Alex non ha ancora il passo del compagno di team Rea e voi direte “grazie ar...” ma attendevamo più velocità dall’inglese Kawasaki, che sta ancora capendo come sfruttare la ZX-10RR. La caduta accusata nei test non ha scoraggiato Alex, impavido e volenteroso di migliorare il più non posso, nel tentativo di avvicinare Johnny. CAPOVOLTO

Sandro Cortese - Voto 6,5

Bravo Sandrino, alla sua prima uscita con il miracolato e miracoloso team Pedercini, partito di fretta e furia per Phillip Island dopo vicissitudini invernali. Con la Ninja 2019 il tedesco se l’è cavata egregiamente, mostrando un buon potenziale. L’atmosfera nel garage è positiva e Cortese ne sta giovando. PROPOSITIVO

Xavi Fores - Voto 6

Xaxi deve, innanzitutto, abituarsi alla quattro cilindri di Akashi, mai guidata prima. Dalla sua ha un grande team - Puccetti - ed una ottima esperienza in SBK. Per ora, tanto lavoro e prove effettuate da Fores, che non ha attaccato il cronometro. Dalla Superpole in avanti dovrà farlo, però. PAZIENTE

Maximilian Scheib - Voto 6

Prima volta per il cileno in Australia, nel rinnovato team Orelac, determinato a fare bene. Per loro tanti dati accumulati e parecchie cose da fare, mentre il pilota ha iniziato subito a derapare come un folle in staccata. Se non esagererà, Scheib potrebbe già entrare in top ten in tutte le gare programmate a Phillip Island. Vedremo se il suo impeto latino sarà ben gestito, insieme al comando del gas. GIA’ BELLO CALDO

Garret Gerloff - Voto 5,5

Sta imparando tutto, l’americano. E lo capiamo. Gomme Pirelli, ambiente, team, R1 m GRT. La più grossa scusante è la completa non conoscenza di Phillip Island, pista affascinante e difficile da interpretare. Gli ci vuole tempo, ha detto. Ma il tempo è tutto e deve passare meno in fretta possibile, quando si assegnano punti per la classifica mondiale. PRESTO CHE E’ TARDI

Federico Caricasulo - Voto 5,5

Al debutto con la 1000, cosa non semplice. Due cadute per Federico, una il lunedì e l’altra il martedì. Il ravennate ha ammesso di dover imparare tanto, la voglia, l’umiltà ed il talento non gli mancano. Sarà da verificare se l’impeto non avrà il sopravvento sulla pazienza. SMISURATO

Leon Camier - Voto 5,5

Leon accusa ancora fastidi alla spalla martoriata e non gode della forma fisica ottimale. Inoltre, durante l’inverno ha solo “assaggiato” la Ducati Barni per qualche passaggio, a Portimao.

Non abbastanza per andare forte. Lui ed il team hanno un potenziale notevole, ma tutte le cose - fisico del pilota in primis - devono essere a posto. IN RICOSTRUZIONE

Takumi Takahashi - Voto S.V.

Povero giappo, gli è andata a fuoco la moto mentre compieva i primi giri di pista 2020. Il problema patito dal team MIE Moriwaki Althea Racing ha condizionato i test di Takumi, spesso seduto nel garage e poco in sella. Per la squadra parecchio lavoro da fare. INIZIO IN SALITA

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