Nella prima giornata di prove a Phillip Island, non erano solo Ducati e Kawasaki a essere attese al varco. Ad essere sotto esame c’era anche lo squadrone Honda, che è riuscito a confermare, con Leon Haslam, il potenziale espresso nei test.

Terzo nelle Libere 1 e quarto nelle 2, il britannico è soddisfatto della sua giornata e non vede l’ora di affrontare le insidie di Phillip Island, con la sua fiammante Fireblade.

“Mi piace questo posto. Questa mattina c’è stato brutto tempo, ma ci siamo concentrati sulle gomme da gara e sulla simulazione gara. Abbiamo fatto quello che dovevamo fare, per avere dei dati da usare per la gara di sabato”, ha detto Haslam.

“È un tracciato davvero unico, così veloce e scorrevole, rende le gare molto combattute. Penso di avere ancora il primato per il finale più ravvicinato, in questa gara. È sempre una gara elettrizzante. Devi avere un buon piano per le gomme e adattare lo stile di guida a tutto. È una gara complicata”.

Competitivo già dal venerdì


Come lo scorso anno, Leon si è rivelato competitivo nelle libere del venerdì, ma il britannico non vuole fare parallelismi con il 2019, preferendo sottolineare la diversità dei progetti Honda e Kawasaki.

“Questo progetto è sconosciuto. Non è come l’anno scorso con la Kawasaki dove conoscevamo tutto il setting e avevo un compagno di squadra che era sempre in lotta per la vittoria. Eravamo a conoscenza delle informazioni sin dall’inizio. In questo momento, invece, dobbiamo trovare ogni informazione. Ogni sessione è una sessione di apprendimento. Il fatto che siamo vicini è eccitante. Per me è una buona cosa, ma abbiamo ancora un sacco di cose da provare e analizzare. In questo momento dobbiamo solo concentrarci su noi stessi”.

L’obiettivo è vincere


La nuova CBR 1000 RR-R sembra rispondere bene nelle mani di Haslam, che è convinto di avere il potenziale per lottare per il successo, in Australia. “Onestamente, penso che siamo vicini alla lotta per la vittoria. Domani, quando sarò in griglia di partenza, sarò concentrato sull’andare a vincere. Ma adesso abbiamo ancora delle prove da disputare per trovare un buon setting per la gara”.

“Il mio obiettivo è sempre la vittoria”, puntualizza Leon, che ammette di aspettarsi una lotta serrata. “Sicuramente non sarà facile. La Ducati dello scorso anno era davvero forte. Anche quest’anno con Scott. Johnny lo è sempre ogni anno e c’è anche la Yamaha. Non è mai semplice, ma finora sta andando tutto bene”.

Tutta questione di feeling e sviluppo


Se Haslam si è sentito a suo agio con la Fireblade sin dalle prime uscite, lo stesso non si può dire per il compagno di squadra Alvaro Bautista, che deve ancora prendere le misure della sua CBR 1000 RR-R.

“Al momento ci concentriamo su noi stessi. Non sono sicuro di cosa stia provando Alvaro in questo momento - chiarisce il britannico -. Sono elementi diversi e ogni sessione è come essere tornati a scuola. Impariamo e diamo informazioni”.

“Si tratta delle sensazioni del pilota. C’è una lunga lista di cose da provare, su cui dare le proprie sensazioni. Lui sta cercando il suo feeling, io il mio. Stiamo dando tutte le informazioni a HRC. Fino adesso ci hanno dato più cose da provare del tempo che abbiamo per provarle. Dobbiamo fare le cose passo per passo”.

Componenti da provare, poco tempo a disposizione e una moto acerba tutta da sviluppare, ma Haslam è carico e si aspetta grossi passi avanti nel corso della stagione. “È la primissima gara. Nuova moto, nuova squadra, quindi non si tratta solo dello sviluppo della moto, ma anche dello sviluppo della relazione tra tutti quanti. Tra me e il team Honda. Le performance miglioreranno anche se non cambia niente. Allo stesso modo, con un sacco di cose da provare. Per questo per me è così elettrizzante”.

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