Jonathan Rea ha percorso solo pochi metri dopo il via di Gara 1 in Australia prima di entrare in contatto con Tom Sykes. Ripartito ultimo, con un ritardo i 8 secondi, si è lanciato in una rimonta che, purtroppo per il cinque volte iridato, è culminata con una caduta al sesto giro, mentre attaccava Rinaldi. Comincia così con uno ‘zero’ il mondiale Superbike a Phillip Island per un Jonathan Rea che non si fa scrupolo a mostrarsi infuriato.

Vecchia ruggine


"Sono stato colpito da dietro e ho fatto tutto il possibile per rimanere in sella", ha detto Rea alla testata tedesca Speedweek.com. "Purtroppo sono dovuto finire sulla ghiaia, ma per fortuna non sono caduto. Tom non mi aveva sorpassato”, spiega poi Rea. “Non era nemmeno nel mio campo visivo. Era il primo giro della prima gara del campionato ... Non voglio dire troppo sulla manovra... Ha già fatto queste manovre prima e succederà di nuovo. Mi ha mandato fuori pista e sono caduto a Brno per colpa sua. E’ il primo giro, quindi devi stare calmo”, aggiunge Rea.

E’ evidente che c’è una vecchia ruggine fra Rea e Sykes, che è nata quando erano compagni di squadra in Kawasaki. Nell’episodio di Brno, citato da Rea, era successa più o meno la stessa cosa, al secondo giro, con la differenza che il nordirlandese era finito subito a terra.

“Siamo ancora i più forti”


Il nordirlandese ha raccontato poi la sua rimonta dopo la digressione in ghiaia. “Ho cercato di trovare un ritmo per prendere almeno qualche punto", spiega. “Poi mi sono imbattuto in un gruppo e volevo sorpassare Rinaldi all'esterno alla curva 8. Ma la pista era un po’ irregolare, mi è mancato il grip e la ruota anteriore è scivolata. Sono arrabbiato con me stesso: quest'anno le prestazioni sono più alte, ma siamo ancora i più forti”, ha aggiunto Rea.

“La cosa positiva è che ho un ottimo feeling con la moto. Nella gara sprint di domani darò il massimo per i dieci giri e sono sicuro che potrò essere nel gruppo di testa e giocarmela all’ultimo giro”, promette Rea.

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