Non è stato un avvio di Mondiale esaltante quello di Chaz Davies. A Phillip Island, il gallese del team Aruba.it Racing Ducati non è riuscito ad andare oltre l'ottava posizione in Gara 1, aprendo poi la sua domenica con un mesto 13° posto in Superpole Race, dove si è pure ritrovato a tamponare Haslam in un tentativo di sorpasso. Un brutto avvio mitigato solo dal quinto posto finale di Gara 2.

Ma cosa ha permesso a Chaz di compiere questo piccolo passo avanti, nell'ultima gara del weekend?

Le condizioni sono cambiate più della moto – spiega il pilota Ducati -. Il che, forse ci ha aiutati un po’. È stata una gara conservativa e questo è stato ciò che più di tutto mi ha permesso di essere almeno in mezzo alla lotta. C’è un po’ da cambiare sulla moto, ma non molto”.

Phillip Island: una pista non più tanto amica


Un quinto posto che dà morale, certo, ma non basta a cambiare il fatto che, ultimamente, la pista australiana è stata abbastanza indigesta a Davies.

“Phillip Island è abbastanza unica e generalmente è un circuito abbastanza difficile per me. Ma sono stato veloce qui un tempo, sono stato in testa a delle gare e sono riuscito a vincerne quattro. Si tratta di capire come lavorare con la V4 in un circuito con queste caratteristiche, ma fortunatamente per me c’è solo una Phillip Island in calendario”.

Questione di set-up


“Siamo migliorati, ma siamo moderatamente contenti”, puntualizza Chaz, che spera possa andare meglio nel round di Losail. Lì, infatti, avrà più riferimenti rispetto a Phillip Island, dove non ha potuto rifarsi al set-up usato nel 2019.

“In Qatar abbiamo avuto un buon passo alla fine dello scorso anno - spiega il gallese -. Sappiamo quale set-up abbiamo usato. E la cosa buona è che quel set-up di fine stagione è più o meno compatibile con la moto. Il set-up usato a Phillip Island lo scorso anno era abbastanza diverso da quello di adesso. Non avevamo riferimenti venendo qui. Era la prima volta con la Panigale V4. Ho fatto molti cambiamenti in un anno, per sentirmi a mio agio, quindi, praticamente, è come se avessimo cominciato con una nuova moto, senza avere molti riferimenti. Il che, probabilmente, ci ha un po’ penalizzati”.

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