Alvaro Bautista sta svolgendo la quarantena per il Coronavirus nella sua casa in Castiglia, a Talavera de la Reina, insieme alla moglie e alla figlia nata tre mesi fa. Si sta allenando come può, e il suo pensiero è sempre alla stagione iridata, a come migliorare la sua nuova Honda per essere più competitivo. Le prime gare a Phillip Island, con due seste posizioni a circa 4 secondi e mezzo dal leader, non possono soddisfarlo, considerando che l’anno scorso aveva debuttato con tre vittorie sulla Ducati Panigale.

Se lo confrontiamo con l'anno scorso l’inizio della stagione è andato male”, ha detto Bautista a Radio Marca. “Ma è davvero un progetto molto nuovo, e la moto è ancora nelle sue prime fasi di evoluzione. Nei test prestagionali eravamo molto lontani, e anche nel fine settimana della prima gara. Ma stavamo migliorando giorno dopo giorno, sebbene siamo lontani dall'essere tra i primi. Inoltre, mi ha lasciato molto indietro la caduta nella Superpole. Ma è l'inizio di un progetto molto importante in cui Honda sta impegnandosi molto e siamo sicuri di farcela. Peccato per lo stop,
perché abbiamo molto lavoro da fare con i dati raccolti, ma ora dobbiamo aspettare. Non è un gioco”.

La quarantena di Bautista


Bautista ha raccontato anche come sta passando le giornate a casa.

Siamo abituati a viaggiare quasi ogni settimana e quando siamo a casa per due giorni è già tanto... Ma sono con mia moglie, e va bene. Sto facendo le poche cose che posso fare a casa per allenarmi, anche se non posso andare in moto. Ma adesso è molto più importante essere a casa e che questa situazione passi. Ci sono cose molto più importanti in questo momento”.

“Mi aspettavo più feeling”


Tornando a parlare del mondiale Superbike, alla domanda se quando è passato in Honda era consapevole della situazione che avrebbe trovato, Bautista ha detto che quando ha deciso di cambiare, in Honda non c’era neanche la moto.

Non c'erano aspettative. Ma mi fido di Honda. E’ un progetto molto importante per l’immagine HRC e tutti sanno che quando Honda fa sul serio seria prima o poi arriva agli obiettivi. Quest'anno è vero che la moto è molto diversa. L'anno scorso sono arrivato e senza conoscere la categoria ho vinto, ma quest'anno la moto è diversa. Non mi aspettavo di vincere, ma mi aspettavo di trovare una sensazione migliore sulla moto. Ma sono contento del feeling che ho provato nelle gare di Phillip Island perché sono migliorato molto”.

I dubbi su Lowes


A Bautista è stato poi chiesto il suo pensiero sull’attuale leader della classifica Alex Lowes, e in particolare se pensa che continuerà su questa scia.

Il round australiano è un po’ fuorviante, perché si fanno dei test su quella pista qualche giorno prima delle gare e ci si prepara nel migliore dei modi. Abbiamo visto molti piloti in lotta per la vittoria ma penso che non sarà quella la tendenza della stagione, anche se spero che invece lo sia, perché sarebbe molto spettacolare. Ma quando si arriverà sui circuiti senza così tanti giorni di anticipo, le gare non saranno così serrate. Lowes ha molta esperienza, è veloce e corre con la moto campione del mondo. Sicuramente sarà davanti, ma non so se arriverà a combattere per il campionato alla fine dell'anno”.

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“Toprak deve calmarsi”


A proposito di Toprak Razgatlioglu, Bautista ha detto che quello che gli serve è calmarsi un po’. L'anno scorso stava andando molto veloce ma ha fatto molti errori. E due volte ho pagato io, perché a Laguna Seca e a Magny Cours mi ha fatto finire in terra. Ha le qualità, ma deve riordinare le idee. Forse la squadra ufficiale quest'anno lo farà stare tranquillo. È un pilota molto aggressivo e secondo me ha la possibilità di lottare per il titolo”.

La MotoGP


Bautista ha corso per molti anni con il connazionale Jorge Lorenzo. Alla domanda di cosa pensi del suo ritiro, Bautista ha risposto che “Jorge è un pilota molto particolare. Ha idee molto chiare. Quando ha preso la decisione di ritirarsi è stato perché non si divertiva. Non si trovava bene con la moto e si era infortunato parecchio. Forse ora con Yamaha, una moto che conosce perfettamente, che gli piace e si adatta a lui, si giocherà il jolly a Barcellona e vedrà come andrà. Sempre che la gara si faccia, ovviamente!”

Infine, Radio Marca ha posto a Bautista una domanda che lo tocca molto da vicino. Considerando che l'anno prossimo scadrà il contratto di Alex Marquez in HRC, lui ha una clausola per tornare alla MotoGP nel 2021?

No, non c'è nessuna clausola. Sono un pilota ufficiale Honda e se Honda mi dirà di andare in MotoGP, andrò in MotoGP. Ma lo vedo complicato perché tutto è in ritardo dall'inizio dell'anno. La verità è che non ci penso, sto pensando solo a rendere competitiva la moto in Superbike e dare alla Honda la vittoria in questo campionato. Dopo vedremo cosa succederà, per il momento non guardo oltre”, conclude Bautista

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